Il Tirreno

Pontedera

Fauglia: il Comune non paga

Asilo, rischiano di "saltare" le accompagnatrici

Francesca Suggi

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 FAUGLIA. Potrebbero non esserci più, a giugno, le due accompagnatrici che "scortano" i bambini della scuola materna all'ingresso e all'uscita.  E pure il prossimo anno scolastico potrebbero essere a rischio se non arrivano i soldi del Comune per pagare le due operatrici dell'associazione faugliese "Grifon d'Oro". «La situazione sta diventando insostenibile - spiega il presidente Angelo Massei - è da dicembre che l'amministrazione non ci eroga più i contributi, e per adesso abbiamo pagato le due persone che si occupano del servizio con i fondi dell'associazione. Soldi che sono finiti». Non ci gira intorno il presidente. «Anche l'altro ieri ho chiamato in Comune per sollecitare, ci tengo a precisare che ogni addetta prende una somma che si aggira sui 240 euro. A breve convocherò un direttivo con tutti i soci per comunicare la situazione».  Massei non nasconde il dispiacere. L'ipotesi di interrompere un servizio - «alla comunità», come lo chiama lui - che va avanti da 4 anni, lo amareggia.  La stessa "Grifon d'Oro" gestisce anche le visite al museo Giorgio Kienerk a Fauglia. Lo fa grazie a numerosi volontari che, a ruota, lo tengono aperto due volte a settimana la mattina, martedì e giovedì, e due pomeriggi, sabato e domenica.  Salta fuori che negli ultimi tempi per ben due volte ci sono stati problemi con l'allarme della struttura. «Una volta la vigilanza si accorge, a sera quando fa il giro di controllo, che l'allarme non era stato inserito - spiega - e quindi sono stato chiamato per andare a ripristinare la situazione». Massei parla anche di un secondo episodio: «Gli addetti dell'ufficio tecnico non so in che modo disalimentarono l'allarme e quindi ancora una volta fui chiamato».  Il caso ha voluto che, in entrambe le situazioni, le prestigiose opere esposte all'interno non restassero senza sistema di sicurezza per troppo tempo. Allarme a parte, Massei fa una riflessione sulla "salute" del museo: «Coinvolgere solo le scuole non basta, questo museo dovrebbe essere promosso e pubblicizzato meglio per valorizzare i tesori in mostra. Magari anche affiancato ad eventi di degustazione all'esterno in modo da trattenere le persone in visita nel paese».

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