Gioco
E la minoranza provoca: chiediamo le dimissioni del capogruppo Pd contrario alloperazione
«Obbligato a licenziare l'amministratore» Vendita della farmacia, duro il sindaco
Francesca Suggi
◗
La farmacia comunale di Cenaia che il Comune intende vendere 2 MINUTI DI LETTURA
CRESPINA. Ancora polemica sulla vendita della farmacia comunale di Cenaia. «Non posso accettare che un amministratore nominato da me su incarico fiduciario dichiari formalmente che opererà contro le mie direttive, privando il consiglio comunale della possibilità di scegliere. Da qui la revoca dalla guida della farmacia comunale». Non si scompone il sindaco Thomas D'Addona dopo il licenziamento di Bruno Barsacchi e le sue minacce di fare ricorso al Tar. «Barsacchi ha dichiarato nel corso dell'assemblea annuale della farmacia di non avere intenzione di dimettersi ma di voler restare in carica col preciso obiettivo di ostacolare il sindaco e il consiglio comunale nelle loro decisioni: questo è inaccettabile». Parole precise quelle di D'Addona, che non manca di ringraziare l'ex sindaco per il lavoro svolto, ma «un aperto contrasto non è sostenibile». La farmacia sarà amministrata direttamente dal Comune, attarverso il dipednente architetto Galletti. Fino a fine giugno il destino della farmacia non è ancora definito: «Può darsi che il consiglio deciderà di venderla, forse faremo un referendum: ma in sostanza ribadisco che è il consiglio a decidere non Barsacchi». La questione anima pure i banchi dell'opposizione. In particolare è uno dei promori della raccolta firme per salvaguardare l'attività Michele cialdini a intervenire: «Barsacchi viene licenziato non perché incompetente, ma perché contrario alla vendita. Visto che in assemblea pubblica anche il capogruppo Pd Piu ha preso le distanze dal sindaco sul futuro della farmacia, anche lui dovrebbe dimettersi. Un assurdo dopo l'altro».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
