Il Tirreno

Pontedera

L’edificio doveva passare da tre a cinque piani. Il sindaco: «Alcuni volumi saranno trasferiti»

Il Circolo non raddoppia

Manolo Morandini
Il circolo “A. Fantozzi” a Pontedera A destra, un motociclista in una corsa
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Il circolo “A. Fantozzi” a Pontedera A destra, un motociclista in una corsa

In stallo il progetto di recupero del palazzo Bertelli

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 PONTEDERA. Si smonta il palazzo. Via due dei cinque piani previsti dal progetto di recupero del circolo Bertelli. I timori di chi paventava una piazza della Concordia "sfregiata" dal maxi-edificio trovano eco anche in Comune. Così, dopo l'adozione del progetto presentato dalla proprietà e approvato in consiglio dalla sola maggioranza lo scorso settembre, ecco che si apre una nuova fase di confronto tra l'amministrazione e la proprietà.  A puntare il dito contro il progetto in consiglio comunale sono state le opposizioni, compatte nel bocciarne l'adozione. E nel dettaglio, proprio a seguito di quell'atto, nell'iter sono intervenute le associazioni Legambiente e Lav della Valdera, con una serie di osservazioni.  Una trasformazione urbanistica in ottica riqualificazione "per reperie ulteriori spazi dedicati all'attività ricreativa e completare la cortina edilizia sul lato est della piazza della Concordia, tutto con la necessaria dotazione di parcheggio privato in modo da non far gravare l'utenza del circolo sugli spazi pubblici antistanti". È quanto recita la delibera di adozione del progetto.  L'intervento prevede il recupero mediante la sostituzione e ristrutturazione urbanistico -edilizia. Cinque piani fuori terra, rispetto agli attuali tre, con gli ultimi due arretrati rispetto al fronte piazza, nel rispetto degli allineamenti degli edifici esistenti. Mentre al piano terra sarà dedicato alle attività del circolo, nei restanti saranno ricavati undici appartamenti. Inoltre un piano interrato a uso autorimessa con 22 posti auto a cui si aggiungono i 5 ricavati al piano terra lungo via Catarsi. Sarà un porticato a uso pubblico a collegare via Cartarsi con piazza della Concordia.  L'operazione a distanza di otto mesi si è fermata. Ma si mettono da parte le osservazioni delle associazioni ambientaliste in Comune. Nessun riferimento diretto, eppure in quel piano qualcosa suona stonato anche nel Palazzo.  È lo stesso sindaco Simone Millozzi a farsene interprete. «L'adozione è stato un atto dovuto perché il progetto rispetta quanto previsto dalle norme urbanistiche in vigore - puntualizza il primocittadino -. Con la proprietà abbiamo avviato un ragionamento per trasferire l'incremento dei volumi, circa 4.500 metri cubi, in un'altra zona della città sulla base del principio della perequazione urbanistica seguito anche nel caso dell'ex-Ipsia». I motivi sono chiari. «Quella è una zona già carica dal punto di vista urbanistico perciò è possibile definire un'alternativa che consenta di non appesantire il contesto, nel rispetto dei diritti acquisiti dai privati. Il tutto con un percorso legittimo e trasparente. Ecco perché nononstante l'adozione quel piano è ancora fermo».  La trattativa muove i primi passi. Nel frattempo gli uffici del Comune si sono attrezzati per fornire le argomentazioni per smontare punto su punto le contestazini di Legambiente e Lav.  Si entra nel tecnico. Le associazioni contestano l'assenza di una valutazione integrata dell'opera, l'incoerenza di un piano di recupero che prevede l'edificazione di nuovi volumi che abbracciano l'area oggi a giardino, e la mancanza di standard pubblici.  È il presidente del Circolo Vittorio Ventavoli a prendere tempo. «Non c'è alcuna fretta di aprire il cantiere - dice Ventavoli -. È anche una fase in cui il mercato edile è fermo». Che aggiunge: «Condivido lo spirito del sindaco ma da qui a concludere la cosa siamo ancora in alto mare. Il circolo ha i suoi spazi e continua a svolgere l'opera sociale per cui è nato. Devo fare gli interessi del circolo che amministro da 35 anni, ma credo che ci siano gli spazi per realizzare un intervento che non appesantisca la zona».

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