La manifestazione
LA LETTERA
Il centrodestra diviso è stato penalizzato
Paolo Vestri
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Alcuni giorni prima delle elezioni politiche del 2008, in un'intervista rilasciata ad un giornale fiorentino un notissimo scrittore di sinistra dichiarò che per la prima volta in vita sua non sarebbe andato a votare in quanto la destra non faceva parte del suo Dna, mentre a sinistra erano state fatte scelte che non condivideva. A distanza di tre anni tale scelta, sia pure in un contesto diverso - parti invertite ed elezioni locali - sembra sia stata fatta anche dai cascinesi. Alle scorse "comunali" oltre il 36% degli aventi diritto al voto ha disertato le urne. E l'esame penalizza il centrodestra nel suo insieme. Alle comunali del 2006, infatti, An-Fi-Udc ottennero un 23,14%, percentuale che salì al 30,62 alle politiche del 2008, elezioni in cui la Lega racimolò un misero 1,46. Questa volta il centrodestra si è presentato diviso in due: Pdl, Lega, Caccia e pesca, lista civica "SiAmo Cascina" la prima; Udc, Fli, parte degli ex rutelliani, l'altra. Le due liste hanno raccolto un consenso del 30% che si sarebbe ridotto al 20 senza l'apporto di lista civica, cacciatori ed ex rutelliani. Ed allora occorre capire i motivi di questa debacle a Cascina. Appare subito evidente che stanno nella scelta dei due candidati a sindaco, due campioni della "politica urlata", nei quali è difficile poter riporre fiducia. Io non sono andato a votare: altri potenziali elettori di centrodestra hanno fatto come me.
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