Sicurezza
Conciari, contratto vicino
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AL LAVORO Operai allinterno di una conceria Si sblocca la trattativa, la firma entro giugno Sindacati: «Resta centrale un quadro nazionale»
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SANTA CROCE. La svolta per l'accordo fra Unic e sindacati per la firma sul rinnovo del contratto dei conciari era nell'aria e puntualmente è arrivata. Le parti si sono incontrate ieri a Milano in un clima di rinnovata disponibilità a ratificare il nuovo documento. Tanto che entro la fine del mese di giugno si dovrebbe chiudere la partita. I rappresentanti dei conciatori hanno eliminato dalla discussione la cosiddetta "flessibilità senza contrattazione" e hanno rinunciato alla richiesta di non pagare i primi tre giorni di malattia. I sindacati, invece, hanno tolto dalla loro lista di richieste la percentuale di lavori atipici. Un gioco delle parti che tenta di convergere verso un accordo che a questo punto viene dato quasi per scontato. E dire che fino a poco tempo fa le parti erano molto distanti, con scioperi e manifestazioni, una anche a Bologna in occasione dell'apertura dell'ultima fiera Lineapelle. «Abbiamo ribadito la centralità del contratto nazionale», affermano i rappresentanti dei lavoratori, che in maniera unitaria stanno portando avanti la trattativa. E aggiungono: «Cosa che fino a qualche settimana fa non sembrava così scontata». I lavoratori e le aziende conciarie dei distretti di Arzignano in Veneto, di Solofra in Campania e quello toscano di Santa Croce sull'Arno avranno quindi i loro contratti su cui basare i nuovi rapporti di lavoro. Specie in un momento in cui le commesse non mancano e la mole di lavoro in conceria è tornata a essere piuttosto rilevante. È probabile che nelle prossime settimane, Unic e sindacati torneranno a incontrarsi per limare ulteriormente le distanze e trovare le formule adeguate per ratificare l'accordo.
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