Il Tirreno

Pontedera

Il Pd "benedice" l'autodromo

«Progetto coerente con la crescita della città»

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 PONTEDERA. L'autodromo a Pardossi: un progetto di investimento di 30 milioni di euro, oltretutto in un periodo di crisi, che meriterebbe un dibattito pubblico più decoroso.  La pensa così il Partito Democratico di Pontedera, che replica a quanto affermato nei giorni scorsi dalla Lista Civica Indipendente. Quest'ultima aveva stigmatizzato il fatto che nella società che ha presentato il progetto dell'autodromo figura un ex tesoriere dei Ds.  «Riteniamo - sostiene il segretario del Pd Antonio Pasquinucci - che l'iniziativa di un privato che sceglie Pontedera per sviluppare la propria attività economica merita considerazione e apprezzamento. Pontedera è una città che ha storicamente costruito il proprio profilo sulla capacità di fare economia, attrarre investimenti, creare sviluppo: è la nostra storia. In questo contesto il nostro giudizio sulla realizzazione dell'autodromo è stato positivo, coerente con la nostra idea di crescita della città. Uno sviluppo tratteggiato nel piano regolatore approvato nella scorsa legislatura e rispetto al quale la variante dell'autodromo non modifica né destinazioni d'uso né volumetrie, ma sposta semplicemente il circuito più a ridosso dello Scolmatore. Troppe sciocchezze, alimentate da ignoranza o disonestà intellettuale, sono state scritte e dette in questi giorni. Non ci sono state procedure straordinarie e nessuna anomalia nella tempistica d'approvazione. La seduta consiliare di adozione è definita straordinaria unicamente in ragione di una terminologia pre-riforma del Testo Unico degli enti locali che distingueva le sessioni di bilancio da quelle che si svolgevano al di fuori di tale periodo e che perciò erano dette straordinarie. Il piano attuativo dell'autodromo è stato perciò adottato a larga maggioranza con una procedura ordinaria che ha consentito oltretutto di introdurre numerosi elementi di garanzia nella gestione dell'impianto con una convenzione molto stringente che non ha eguali in interventi analoghi. Anche sull'impianto a biomasse, che pure è un lotto a sé stante e che avrà bisogno di un'autorizzazione specifica, c'è un obbligo di ritirare oli vegetali in un raggio non superiore a 70 chilometri. Per l'impatto acustico, sono state prodotte indagini approfondite ed è in programma la visita ad un impianto gemello per verificare con mano lo stato dell'arte. Si può essere favorevoli o contrari all'impianto ma certo non si può falsificare la realtà».  A fronte di tutto ciò, secondo il Pd si registra invece un approccio isterico, sostenuto da argomentazioni faziose, spesso palesemente false. «È l'idea di una politica - aggiunge il segretario Pasquinucci - fatta di posizioni perentorie, affermazioni assolute, sostenute da conoscenze approssimative e da tanta malafede, agitando intrecci inesistenti e alimentando sospetti senza alcun riscontro oggettivo. Una politica liofilizzata che esclude qualsiasi tentativo di ragionamento».

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