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San Miniato in coda per l'Ikea

Il cartello che illustra il progetto interporto realizzato a San Donato di San Miniato
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Il cartello che illustra il progetto interporto realizzato a San Donato di San Miniato

Gabbanini scrive al colosso svedese e candida l'interporto di San Donato

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 SAN MINIATO. In coda per l'Ikea. Dopo Pisa, Livorno, Massa, Cecina e Rosignano c'è anche San Miniato. Armato di carta e penna il sindaco Vittorio Gabbanini ha scritto all'amministratore delegato di Ikea Italia, Lars Petersson, per invitarlo a guardare all'interporto di San Donato per il nuovo megastore. Un colpo d'occhio che vale un investimento da 70 milioni di euro e centinaia di posti di lavoro.  Non un semplice contatto ma una vera e propria proposta alla multinazionale svedese, per candidare la città della Rocca come sede del secondo punto vendita toscano, 30mila metri quadrati in aggiunta a quelloi dello storico store di Sesto Fiorentino.  Dopo il primo cittadino di Pisa, Marco Filippeschi, anche Gabbanini ha scelto la via del fai da te, autocandidando San Miniato. «Abbiamo un'area già predisposta con strutture e parcheggi, ma soprattutto con un ottimo collegamento viario trattandosi di un luogo vicino all'ingresso della Fi-Pi-Li e baricentrico tra Firenze e Livorno», sostiene il sindaco sanminiatese.  È all'interporto, nella zona di San Donato, dove Ikea potrebbe aprire un nuovo punto vendita. «Sentito il dirigente tecnico del Comune ho accertato che le caratteristiche territoriali dell'area rispondono alla possibilità di insediare uno stabilimento come quello che vorrebbe costruire Ikea - sostiene Gabbanini -. Questo progetto offrirebbe grandi opportunità sul fronte occupazionale, opportunità che meritano di essere valutate attentamente. Il posto di lavoro va tutelato sempre e comunque perché è esso stesso un fattore di crescita economica. Per tale motivo propongo San Miniato come sede».  Nel toto-Ikea spazi e viabilità non bastano. C'è da considerare che il colosso svedese il secondo store vuol realizzarlo sulla costa. E soprattutto che Livorno insieme a Crespina sono gli unici Comuni a possedere l'autorizzazione regionale, oltre 10mila metri quadrati ciascuno, necessaria per aprire le strutture della grande distribuzione. E poi c'è il rilancio con forza della candidatura Pisa, nel polo cantieristico sul Canale dei Navicelli, che è l'unico luogo su cui la Regione ha aperto un tavolo uffciale con Ikea.  San Miniato vuol essere comunque della partita. «Un progetto di questo genere, in un periodo caratterizzato da una forte crisi economica, permetterebbe molti posti di lavoro.- dice Gabbanini -. Ikea rappresenta questo e il ruolo che siamo chiamati a svolgere come amministratori è fondamentale. I loro dati ci fanno capire le dimensione del Gruppo, ma soprattutto di un fenomeno di costume e di una filosofia commerciale. Sono fiducioso proprio per le potenzialità del nostro Comune perché non credo che il colosso svedese per l'arredamento abbia rinunciato all'ipotesi di aprire un secondo punto vendita in Toscana». La città della Rocca ha buone carte da giocare. «Voglio essere ottimista perché potremmo avere una risposta affermativa», sostiene Gabbanini. Che conclude: «Un nuovo grande negozio del gruppo Ikea risponderebbe anche alle esigenze dei consumatori e all'eticità delle produzioni». Manolo Morandini Altri servizi a pag. 2-3

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