Il Tirreno

Pontedera

Crespina. L’amministratore unico della farmacia non è d’accordo con la decisione del sindaco di vendere

Nel Pd guerra a colpi di medicine

Bruno Barsacchi annuncia il ricorso al Tar dopo il "licenziamento"

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 CRESPINA. «Sono stato epurato perché ho detto che sono contrario alla vendita della farmacia comunale di Cenaia di cui sono amministratore unico dal 2006 con buoni risultati. Un provvedimento che, a mio avviso, non è legittimo. Lo impugnerò, appena mi sarà notificato, davanti al Tar».  La polemica si gioca tutta in casa Pd. E si annunciano colpi al suono delle carte bollate tra l'attuale sindaco di Crespina, Thomas D'Addona, che tra circa un anno conclude la sua prima legislatura, e l'ex sindaco Bruno Barsacchi, attuale presidente del consiglio d'amministrazione dell'istituto di ricovero per anziani "Remaggi" a San Lorenzo alle Corti. Il primo cittadino, come ha avuto occasione di spiegare più volte anche dopo la raccolta di firme (sottoscritta da più di 600 persone) contro la vendita della farmacia comunale, non intende fare un passo indietro.  «Sono allibito dai modi - dice Barsacchi - con cui mi hanno mandato a casa. Da quando sono stato nominato amministratore unico della farmacia di Cenaia, di proprietà del Comune (tanto che il sindaco è socio unico), ho portato avanti la gestione con la massima correttezza, come dimostrano anche i dati del bilancio chiuso con buoni risultati. Penso alla valenza sociale di una farmacia comunale in un paese piccolo come Cenaia, in cui vivono molti anziani, tanto che ci sono state circa 4mila prenotazioni di farmaci in un anno».  Lo scorso gennaio D'Addona annuncia a Barsacchi che il Comune venderà la farmacia. «Gli spiego che sono contrario per il ruolo sociale della farmacia e perché si perdono quattro posti di lavoro». Il sindaco non fa una piega: resta della sua idea. Aspetta l'approvazione del bilancio e poi passa alla seconda mossa: "licenziare" l'amministratore unico della farmacia, al quale il Comune corrisponde un compenso annuo lordo di circa 8mila euro. Al posto di Barsacchi viene nominato l'architetto Stefano Allegretti, dipendente del Comune.  Barsacchi contesta la decisione e pure l'iter seguito per convocare l'assemblea dei soci.  «La convocazione è stata effettuata dal socio unico senza tener conto di quanto previsto dal codice civile e non è stato rispettato l'atto costitutivo della "Farmacia Comunale di Crespina srl"», prosegue Barsacchi.  L'ex sindaco ritiene che la revoca scaturisca «dalle considerazioni riportate nella deliberazione della giunta in cui si afferma che "l'amministratore unico Bruno Barsacchi ha manifestato la sua contrarietà verso le linee strategiche espresse dal socio unico..." ed ha espresso "la volontà di restare in carica fino alla fine del suo mandato di amministratore" sostenendo le proprie tesi, espresse anche pubblicamente».  Fino a prova contraria, «esprimere opinioni su opinioni, quali sono state fino ad ora quelle espresse dal sindaco e da assessori e consiglieri comunali credo faccia parte di un principio di dialettica democratica garantito dalla nostra Costituzione», rincara la dose Barsacchi. S.C.

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