Il dolore
Fauglia: i giovani della Stella Maris si sono già messi al lavoro
I pazienti diventano vivaisti e "adottano" le aree pubbliche
Francesca Suggi
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FAUGLIA. Stanno sistemando già le aree a verde del monumento ai caduti di Valtriano e presto metteranno a dimora le piantine. Poi passeranno ad altre aiuole. Si danno da fare i giovani pazienti della Stella Maris. Quel gruppo di "fantasmi", per tanti faugliesi, per la prima volta escono fuori dalla struttura per disturbi neuro-psichiatrici e lavorano per la collettività. Si rendono utili. In un certo senso tornano a esistere grazie all'iniziativa del Comune di adozione di aree a verde pubblico. La realtà di Montalto partecipa al bando e il loro progetto "Serra solidale" viene accolto. «Abbiamo fatto una lista di zone che diamo in adozione e la Stella Maris ha risposto subito», spiega la vicesindaco Fulvia Petrini. In tandem con Sergio Serrini dell'istituto, il foglio di carta diventa realtà e i ragazzi sono già al lavoro. «Al di là dell'adozione delle aree che comporta all'amministrazione la manutenzione a costo zero, questa partecipazione è preziosa per altri aspetti», prosegue e va nello specifico. «Per i pazienti si tratta di una terapia anche solo uscire dalla struttura, in questo modo si sentono utili, motivati perché contribuiscono alla comunità e fanno vedere che esistono anche loro». L'idea nasce da lontano. Dall'input degli stessi genitori dei giovani che mesi fa incontrarono l'amministratrice per chiedere di dar vita a un progetto per i propri figli. «Il nostro bando ovviamente non è stato fatto solo per loro, ma la Stella Maris è la prima ad aver aderito». Petrini spera che questa prima collaborazione abbia un seguito: «E si sviluppi magari anche in altre forme», conclude.
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