Proteste
Fotovoltaico, proteste in consiglio provinciale
Gianni Rosini
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La protesta dei cittadini di Roffia contrari al fotovoltaico Sel vuole chiarezza, l'Udc chiede una commissione d'inchiesta
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SAN MINIATO. Aumentano i consensi politici a sostegno della lotta dei cittadini di Roffia per evitare l'installazione di una distesa di pannelli fotovoltaici nel loro territorio. In aiuto sono accorsi anche Sinistra Ecologia e Libertà e Udc. L'Udc, in occasione del consiglio provinciale di giovedì, ha presentato una mozione dove si chiede lo stop delle autorizzazioni per gli impianti in fase di approvazione, l'istituzione di una commissione d'inchiesta mista tra tecnici e consiglieri provinciali al fine di analizzare, oltre a quelle non ancora approvate, anche le autorizzazioni già rilasciate. Inoltre, si auspica la modifica del regolamento provinciale in materia. Il clima in consiglio provinciale era piuttosto teso, con una buona rappresentanza di cittadini di Roffia che ha manifestato con cartelli e striscioni contro l'installazione di altri 8 impianti, possibilità molto concreta dopo le dichiarazioni dell'assessore all'Ambiente, Valter Picchi, che la vede come «una soluzione inevitabile». Anche Sel ha deciso di schierarsi appoggiando qualsiasi iniziativa, sia di tipo politico che legale, come spiega il consigliere comunale, Laura Cavallini: «Ci stiamo muovendo sia a livello di Comune, dove porteremo avanti nuove interrogazioni per far sì che la vicenda non cada nel dimenticatoio, sia in Provincia, dove ci sarà un incontro tra i capigruppo per analizzare la situazione e scegliere la migliore strada da percorrere. Il nostro obiettivo è quello di portare il problema anche sui tavoli della Regione perché non esiste in tutta la Toscana un intervento di dismissione di terreni e installazione di pannelli così vasto e, soprattutto, in un territorio così ristretto». Gli scenari sembrano dunque cambiare rispetto a qualche giorno fa: le forze politiche scese in campo a fianco dei cittadini sono aumentate sia a livello comunale (Comunisti Uniti, Sel) che in Provincia (Sel e Udc). Inoltre, sulla questione sembra esserci anche una spaccatura interna al Pd per il modo in cui è stata gestita tutta la faccenda.
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