Il Tirreno

Pontedera

Presunti maltrattamenti all'asilo, genitore accusa

Non c'è solo l'educatrice a parlare dei metodi "sospetti" di una collega

2 MINUTI DI LETTURA





NAVACCHIO. C'è un'inchiesta della procura di Pisa sui presunti maltrattamenti all'asilo nido "Caramello" di Navacchio (in passato si chiamava "Giardino dei colori" e poi "Rete dei colori"). Presunti abusi denunciati da un'educatrice professionale ma non solo. Alcuni mesi fa c'è stata anche la denuncia alla squadra mobile di Pisa presentata da un genitore di uno degli alunni iscritti al nido, situato lungo la Tosco Romagnola. La polizia ha già trasmesso alla procura nelle scorse settimane l'istruttoria svolta in seguito alla querela e, secondo quanto si è appreso, avrebbe anche acquisito informazioni sul caso dalle maestre. Una delle tre insegnanti trasferite dalla Paim, la cooperativa sociale che gestisce il centro per l'infanzia, è stata sentita a sommarie informazioni. Si tratta di Roberta Pietroluongo, l'educatrice che si è opposta al trasferimento aprendo un contenzioso legale con l'azienda. Gli inquirenti le avrebbero fatto domande sulle accuse contenute nella querela presentata dai genitori.  Intanto, il 21 giugno sarà discusso davanti al giudice del lavoro Elisabetta Tarquini il ricorso d'urgenza presentato dai legali della donna contro il trasferimento disposto dalla Paim.  Ma la Pietroluongo non è la sola persona sentita dalla polizia alcuni mesi fa in seguito alla querela dei genitori di un bambino. La stessa educatrice, che ha segnalato il caso e che al pari delle altre insegnanti coinvolte nella gestione del nido e nello scambio d'accuse sui metodi educativi seguiti è stata trasferita, ha ammesso di avere visto utilizzare metodi piuttosto energici a una insegnante che peraltro lavorava nel nido da undici anni.  Se in tanti, a cominciare dall'ex sindaco Moreno Franceschini, che ieri ha parlato pubblicamente di un "polverone" che non ha trovato fondamento, sono pronti a difendere l'insegnante, c'è anche chi si aspetta che sia fatta piena luce sulla vicenda.  Il Comune, all'inizio dell'anno, cioè quando ha ricevuto le segnalazioni dei presunti maltrattamenti, in qualità di soggetto competente (in base alla legge) a rilasciare l'autorizzazione al funzionamento e l'accreditamento ai servizi nido privati, ha preteso dal gestore del servizio (Paim) l'adozione senza indugio di tutte le misure atte a ripristinare il regolare funzionamento del servizio, pena la revoca dell'autorizzazione al funzionamento. È stata inoltre inviata una informativa alle autorità competenti. «I presunti maltrattamenti ad oggi non risultano dimostrati in alcuna sede», è stato spiegato dall'amministrazione comunale. C'è stata anche un'indagine interna e alla fine la cooperativa, con l'accordo del Comune, ha deciso di trasferire le tre insegnanti che erano in disaccordo tra loro.  La vicenda sembrava destinata a restare sotto traccia ma la denuncia pubblica ha fatto esplodere il caso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa