Sicurezza
LOTTA AL DEGRADO
Tante le concerie ancora pericolanti
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SANTA CROCE. La città del futuro immaginata dal piano strutturale si fonda sulla netta separazione tra la Santa Croce residenziale e quella industriale. Un processo iniziato dalla metà degli anni '90 con il trasferimento delle prime concerie nella nuova zona industriale. La vera sfida, però, è liberasi della pesante eredità dell'inarrestabile boom economico: giganteschi volumi vuoti abbandonati al degrado, in attesa di progetti e investimenti di recupero che richiedono tanti soldi e un mercato immobiliare in ottima salute. La filosofia è quella di procedere alla demolizione delle concerie più moderne e fatiscenti, salvaguardando invece quelle più antiche, che conservano elementi architettonici di pregio. Recentemente sono stati varati importanti piani di recupero: ex conceria Antilope, in via di Pelle, ex Dolmen e Quadrifoglio in via del Bosco, conceria Nobel in via San Tommaso ed ex Capaccioli di via Donica. Molto però rimane ancora in sospeso: tante le concerie e i capannoni abbandonati e pericolanti, anche a pochi passi del centro storico. Senza dimenticare le ex Officine Gozzini, che dopo aver segnato la storia di Santa Croce rappresentano oggi la vera ferita nel tessuto urbanistico della città: 35mila metri quadri di degrado, che richiederanno interventi complessi e costosi di bonifica e messa in sicurezza. G.P.
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