Nuovo stop alle iniezioni in ambulatorio
Vinicio Bibbiani
Vietate le punture con i farmaci portati da casa: è protesta tra gli utenti
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POMARANCE. Terapia iniettiva, retromarcia. Si cambia nuovamente e, ancora una volta, a rimetterci è l'utenza. Ovvero tutte quelle persone che si portavano le medicine da casa per farsi fare l'iniezione di turno in ambulatorio. La storia di questo servizio è lunga e complessa. La "puntura" all'ambulatorio, per quelli che non sono in grado di far da soli, era sempre stata fatta. «Fin dai tempi di suor Febronia», dice una signora arrabbiata per il nuovo disservizi, facendo riferimento all'infermiera degli anni 60 conosciutissima a Pomarance, allora pagata dal Comune. La consuetudine viene interrotta: si scopre che gli infermieri del presidio non sono coperti dall'assicurazione per certe responsabilità e, in base ad una delibera regionale, non possono fare più somministrazioni intramuscolari con farmaci provenienti da casa. La decisione coincide con grandi proteste. Anche l'amministrazione comunale di Pomarance si fa sentire. L'11 ottobre 2010, il servizio riprende, in base ad una circolare arrivata dalla Società della Salute: basta che le fiale arrivino in ambulatorio con i dovuti mezzi e in ambulatorio viene disposto uno speciale armadietto per la conservazione. Da circa 15 giorni, in base ad una nuova delibera della Regione gli infermieri non possono eseguire il servizio se le fiale provengono da una farmacia esterna. In poche parole bisognerebbe che arrivassero dalla farmacia dell'ospedale e giungessero nel presidio con i mezzi e il personale Asl. Quindi il servizio è nuovamente bloccato. «E' una cosa che non riguarda solo Pomarance, bensì tutta la Regione», ha precisato il sindaco Loris Martignoni.
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