Il Tirreno

Pontedera

"Ma senti che puzza di nero, va' via" Razzismo in centro

S.C.
"Ma senti che puzza di nero, va' via" Razzismo in centro

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 PONTEDERA. «Ma senti che puzza di nero, torna al tuo paese...». All'inizio Talla Niang (nella foto), senegalese di 34 anni, residente in città da una decina d'anni e operaio alla "Ristori" di Montecalvoli, ha pensato a uno scherzo. Ogni tanto, infatti, gli capita di prendersi in giro con gli amici pontederesi. Ma poi l'operaio si è accorto che il cliente entrato dopo di lui in una tabaccheria di via Dante diceva sul serio. E ogni parola, offese comprese, era più che voluta.  È finita male, naturalmente. I due hanno litigato davanti alla tabaccheria fino a quando Talla ha deciso di chiamare i carabinieri. Poi è andato dritto in caserma e ha querelato per ingiurie l'uomo che non ha esitato a dargli del "nero di m....".  È successo l'altro pomeriggio, poco prima delle 15, in centro.  «Sono andato in una tabaccheria - racconta il giovane operaio - per acquistare un biglietto del "Gratta e vinci". A un certo punto è entrato un cliente che non avevo mai visto prima. Poco dopo ha cominciato a dire qualcosa. All'inizio pensavo di non avere capito bene. Poi ho sentito: "Ma senti che puzza, nero di m..., torna al tuo paese". E altro che non ho capito». Talla si è girato verso l'uomo per capire se parlava con lui. «Ma dici a me?», gli ha chiesto. E la risposta è stata affermativa. «Sì, le ingiurie erano rivolte a me». Secondo il racconto dell'operaio, il gestore della tabaccheria non è stato solo a guardare. «Prima gli ha detto di smettere e poi ci ha invitato a uscire dal negozio perché non voleva problemi all'interno». Il battibecco è proseguito per strada, in via Dante. Fino a quando Talla ha telefonato al 113, così si legge nella denuncia, chiedendo l'intervento di una pattuglia. Il presunto autore delle offese, nel frattempo, si è avviato verso la caserma dei carabinieri. «L'ho seguito. Una volta in caserma ho raccontato tutto ai carabinieri e ho presentato una formale querela spiegando che ero stato offeso dall'uomo, che nel frattempo era rimasto nella sala d'attesa della caserma. Del resto lui non era intenzionato a chiedermi scusa, ribadiva le offese e si sentiva nel pieno diritto di poterlo fare».  Lasciati i carabinieri, l'operaio si è confidato con alcuni amici. In tanti anni non gli era mai capitata una situazione simile. «Sono offeso. Da quando sono in Italia ho sempre lavorato e nessuno può offendermi». Da qui la decisione di rendere pubblica la vicenda e condannare certi comportamenti. Che peraltro, anche nell'accogliente Pontedera abituata a confrontarsi con tante culture differenti, possono sempre capitare.  Lo stesso pomeriggio la cliente di un bar del centro non ha esitato a rivolgersi alla proprietaria, di origini straniere, con un drastico: "Torna a casa tua, contadina". Applicando la regola che si dà sempre ragione al cliente la barista non ha replicato. Ma l'amarezza è stata grande. Soprattutto per non avere avuto la possibilità di rispondere a tono alla donna.

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