Finanza
Allarme per la bonifica selvaggia
Nilo Di Modica
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Unimmagine delle operazioni di bonifica seguite allincendio Le Giacche Verdi: «Danni ai boschi di Cerretti»
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SANTA MARIA A MONTE. Una "bonifica indiscriminata". Questo l'oggetto dell'ultima segnalazione delle Giacche Verdi circa lo stato del bosco di Cerretti. L'area, già duramente colpita dall'incendio che la scorsa estate ne distrusse una buona parte arrivando persino a lambire alcune case, è stata nei mesi scorsi oggetto di numerose operazioni di bonifica e di taglio selettivo. Un lavoro, anche recentemente ripreso lungo tutta via Cerretti con numerosi mezzi meccanici, che però sembra non aver colto esattamente l'obiettivo, andando a tagliare non solo alberi parzialmente distrutti dalle fiamme, ma anche piante giacenti in aree che non sono mai state colpite dall'ultimo incendio. «Come associazione facciamo molti giri di ricognizione nell'area, garantendo quel medesimo servizio che non abbiamo mai fatto mancare neanche nei giorni peggiori di quella sciagura - racconta il responsabile delle Giacche Verdi Alfonso Cuoco - ed è proprio in virtù di questo spirito di servizio che siamo rimasti sconcertati dal modo, quantomeno ambiguo, in cui sono stati portati avanti i lavori di bonifica. Durante i lavori infatti sono stati abbattuti numerosi alberi che non erano stati uccisi o gravemente danneggiati dall'incendio». Querce, roverelle, corbezzoli, pini e molte altre tipiche piante nostrane, fra cui anche numerosi esemplari di un metro di diametro tagliati senza apparente necessità. «Abbiamo chiesto informazioni agli operatori che effettuavano la bonifica - spiega Cuoco - e si sono giustificati dicendo che molte querce erano danneggiate alla punta, ma davvero non vedo come questo renda possibile eliminare alberi di quelle dimensioni».
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