Il Tirreno

Pontedera

Terreni, la via della continuità

Andreas Quirici
Il nuovo e il vecchio sindaco di Lari, Mirko Terreni e Ivan Mencacci, abbracciati appena saputo il verdetto
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Il nuovo e il vecchio sindaco di Lari, Mirko Terreni e Ivan Mencacci, abbracciati appena saputo il verdetto

Lari sceglie l'ex assessore, l'outsider Pasquale Mazza "attira" il 40% dei consensi

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 LARI. Vince Mirko Terreni del centrosinistra, ma con una percentuale inferiore al 70% e rotti presi dal suo predecessore Ivan Mencacci la volta scorsa. Gaetano Pasquale Mazza, della lista civica Lari c'è, ha preso quasi il 40% dei voti, aggiungendo un 10% circa alle preferenze raccolte solitamente dal centrodestra larigiano. L'8,2% ottenuto dal candidato di Rifondazione comunista Maurizio Rovini non gli consente di entrare in consiglio comunale, dopo una campagna elettorale che ha visto centrosinistra e lista civica opporsi a colpi di accuse e attacchi che anche ieri si sono ripetuti a distanza di qualche metro: mentre i due entourage aspettavano la proclamazione dei seggi. «Abbiamo voluto mantenere una linea corretta e basata sul programma e sui nostri valori - ha detto Terreni - altri non hanno fatto questa scelta e mi pare che la loro non sia stata vincente. Qualcuno mi ha rinfacciato di essere stato troppo morbido, ma credo sia stata la scelta giusta. Mazza ha preso un buon numero di voti, ma credo che sia stata premiata la sua popolarità a Lari, visto che è il medico del paese». Mazza, dal canto suo, riferendosi a Terreni ha sottolineato quanto «i giovani debbano riprendere a fare politica in una maniera diversa dal passato e non stando sempre sotto il cappello protettore del partito. Nonostante tutto, abbiamo ottenuto un buon risultato, considerato il fatto che siamo partiti tardi. Speravo in qualcosa di più, ma i larigiani hanno premiato il mio programma, più che la mia figura di medico del paese». L'ex sindaco di Lari Giovanni Bacci, candidato insieme a Mazza, ha detto che «Uniti per Lari pensava di avere la vittoria in tasca e di essere i padroni del palazzo. Mi auguro che tengano fede alla loro promessa di coinvolgere di più i cittadini nelle decisioni che riguardano il comune e il territorio». E Terreni, da oggi, ripartirà proprio da questo, almeno stando a quanto a dichiarato a caldo, mentre al piano superiore del palazzo comunale si festeggiava ad abbracci e bicchieri di spumante. «Voglio attivare lo sportello per i cittadini e mettere il moto il regolamento urbanistico», ha detto il neo sindaco che ha raccontato di aver seguito l'esito delle votazioni da casa, da solo, collegato via telefono con i suoi al palazzo comunale e via internet. «La prima a telefonarmi è stata Daniela Salvadori, una delle donne inserite nella mia lista che mi ha comunicato i dati di Lavaiano, il paese dove vivo e che mi ha dato un vero e proprio plebiscito. Certo, non siamo riusciti a ripetere i numeri di Ivan Mencacci della volta scorsa, ma credo che in questa circostanza la situazione sia tornata alla normalità, quando il centrosinistra prendeva più del 50% e il centrodestra circa il 30%.  Lavoreremo affinché il nostro consenso sia maggiore la prossima volta».  Deluso dal voto Maurizio Rovini che ha preso un buon numero di voti nella parte collinare del paese, ma che non è riuscito a ottenere nessun seggio in consiglio comunale. «Peccato - afferma - perché avevamo fatto una campagna improntata ai contenuti e credevo di aver trasmesso un messaggio importante per questo territorio. Mi spiace per chi mi ha sostenuto, ma non ho intenzione di lasciare la politica».

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