La manifestazione
Poste nel caos, tanti disagi
Giacomo Pelfer
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Una postina al lavoro In aumento i disservizi. Valanga di proteste da San Romano
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SAN MINIATO. Anziani disperati, in affanno, costretti a rincorrere bollette, raccomandate, i risultati delle ultime analisi, ma soprattutto in cerca di qualcuno che li possa aiutare. Sono le prime vittime dei disservizi postali che ormai non fanno più notizia nel comprensorio del Cuoio. L'ultima segnalazione arriva da San Romano, attraverso le parole di Donatella Aramini, volontaria Auser residente nella parte sanmiatese del paese. «È una situazione allucinante - esordisce -. Non vi potete immaginare di quanti anziani vengono da noi all'Auser a lamentarsi perché non ricevono le bollette. Non possiamo far altro che contattare gli enti che gestiscono i servizi, che a loro volta assicurano di aver spedito tutto entro i termini previsti. La posta ormai fa un sacco di cose tranne quelle essenziali, che rappresentano l'unico tramite tra i servizi e il cittadino. A San Romano non c'è famiglia che non abbia problemi con il servizio postale: tanti non hanno ancora ricevuto la bolletta dell'acqua scaduta il 20 aprile. I postini sono mandati allo sbaraglio: arrivano per qualche settimana, giusto il tempo d'iniziare a conoscere il territorio e poi li sostituiscono». A San Romano la situazione è aggravata anche dalla divisione tra i Comuni di Montopoli e San Miniato, «che hanno avuto la brillante idea - prosegue la donna - di dare gli stessi nomi alle strade. Io abito in via Emilia, e spesso sono andata a scambiare la posta con le famiglie dell'altra via Emilia, quella di Montopoli». San Romano, quindi, va ad aggiungersi al lungo elenco di segnalazioni che da più di un anno arrivano da ogni comune e località del comprensorio: da Castelfranco a Santa Croce, passando per San Miniato, con ritardi clamorosi anche per le aziende. Inutili gli appelli dei sindaci, che hanno tentato di farsi portavoce di un malcontento diffuso. «Alla base di tutto c'è un problema di organizzazione - dice Giorgio Simoncini, segretario regionale dell'Ugl Comunicazioni -; ne fanno le spese le aree più periferiche della provincia: la zona del Cuoio, il volterrano e molte località della Valdera. Per questo sto tentando di organizzare una conferenza che riunisca i sindaci del comprensorio con i dirigenti delle Poste, perché è giusto che qualcuno si assuma le responsabilità di questa situazione. E' vero che nel Valdarno c'è una media alta di maternità tra le portalettere, ma basterebbe rimpiazzarle per 9 mesi. Invece si preferisce prendere dei ragazzi per soli 3 mesi, dopo i quali non possono più ripresentarsi per fare domanda. La tendenza ormai è quella di tagliare tutto ciò che non produce reddito, ma la posta è un servizio sociale. Cosa accadrebbe se gli ospedali adottassero la stessa filosofia?».
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