Il Tirreno

Pontedera

Antonelli vince oltre l'ottimismo

Sabrina Chiellini
Il neo sindaco Alessio Antonelli riceve i complimenti dei sostenitori
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Il neo sindaco Alessio Antonelli riceve i complimenti dei sostenitori

Una stoccata al Pdl: «Vederlo al 25% mi mette addosso una gioia infinita»

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CASCINA. «Negli ultimi giorni, incontrando le persone e ascoltando i loro commenti, avevo in testa una cifra precisa, sapevo che ce l'avremmo fatta senza tanti problemi. Mi aspettavo di essere eletto con una percentuale vicina al 65%». Giusta intuizione quella di Alessio Antonelli, 37 anni, una laurea in giurisprudenza: da ieri è il nuovo sindaco di Cascina. A lui, assessore uscente all'urbanistica, la maggioranza dei cascinesi ha affidato un compito molto impegnativo. Antonelli appare pronto a tradurre in fatti lo slogan dei manifesti (come non ricordarlo insieme alla foto con le bretelle rosse) della campagna elettorale. Quando il neo sindaco - abito grigio e passo sicuro - entra nella sala del centro culturale "Peppino Impastato", per un giorno quartier generale del Pd e del centrosinistra, in tanti sono lì ad applaudirlo. Pronti a brindare, a stringersi le mani.

Ma sempre con un occhio rivolto al monitor che aggiorna minuto per minuto - sono le sette del pomeriggio - i dati con i voti che arrivano dalle varie sezioni.  «Ce l'abbiamo fatta, grazie a tutti voi, ora dobbiamo metterci al lavoro per realizzare il nostro programma che non è stato scritto tanto per fare. Dobbiamo trasformarlo in fatti», inizia Antonelli. È il momento di togliersi alcuni sassolini pensando agli avversari. «La politica è una cosa seria, non si fa urlando. Lo dimostra il risultato che abbiamo ottenuto nell'ansa dell'Arno. Gli elettori hanno creduto nelle nostre proposte per questi paesi. La politica urlata di chi sa solo sottolineare solo e sempre i problemi non ha pagato».  Ecco la stoccata per il principale avversario, Giacomo Cappelli, del Pdl, sostenuto anche da una lista civica e da Lega Nord e Caccia e Ambiente. «Vedere il Cappelli al 25%, lasciatemelo dire, mi mette una gioia infinita, il paese espelle certe tossine da solo». Applausi, mentre si rincorrono i ricordi di una campagna elettorale, alle proposte-boutade di demolire il teatro Politeama o di trasformarlo in villette o in un centro benessere, fino all'idea di vendere le farmacie comunali.

A chi il neosindaco dedica la carica appena ottenuta? «Ai 470 bambini nati nel 2010 a Cascina, sono il futuro di questa città, dobbiamo metterci al lavoro per organizzare i servizi necessari». Un invito finale. «Da domani (oggi per chi legge, ndr) testa sotto il manubrio e avanti... Ci sono molte cose da fare, a cominciare dal bilancio partecipato con il coinvolgimento dei cittadini e delle associazioni». Un discorso breve ma con tutti i punti che gli elettori del centrosinistra volevano sentire. «Ora festeggiate come volete...», conclude Antonelli aggiungendo subito dopo ridacchiando «senza fare niente di strano, siamo persone serie». E poi di nuovo a stringere mani, rispondere al telefono incandescente, a rilasciare interviste. A salutare i big come Gino Nunes, di casa a Cascina, e Federico Gelli, ex vicepresidente della Regione. Con il giovane sindaco Cascina prova a cambiare passo.

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