Sicurezza
In quattro accusati di frode informatica
Hanno saccheggiato il conto corrente di un'agenzia assicurativa
2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. In quattro sono accusati di frode informatica. Giacomo Ornatelli, 45 anni, residente a Latina, Andrea Pienaru Raluca, 24 anni, rumeno, Kentaro Saeki, giapponese di 34 anni, anche lui irreperibile e Sebastian Romedo Rad, rumeno di 24 anni, questi ultimi tre irreperibili. Pur con ruoli diversi nella vicenda e avendo commesso la frode in tempi differenti i quattro sono riusciti ad avere accesso al codice segreto on-line del conto corrente intestato ad un'agenzia di Pontedera di una compagnia assicurativa. Nel corso del 2008, sempre con lo stesso sistema, hanno prelevato circa tremila euro dal conto corrente per ricaricare carte di credito prepagate o per altri scopi. Per fare un esempio, alcune somme di denaro, sono state impiegate per rimpinguare le schede telefoniche di due dei componenti della banda. Sono state proprio le ricariche telefoniche a portare gli inquirenti sulle tracce dei rumeni i quali, una volta avuto accesso al conto corrente dell'agenzia assicurativa (aperto presso la Banca di Roma che peraltro non ha risarcito il cliente) hanno effettuato ricariche sulle proprie utenze telefoniche. Quando il titolare del conto corrente saccheggiato si è accorto che erano state fatte operazioni mai autorizzate ha chiesto spiegazioni al personale della banca e successivamente ha presentato una denuncia sperando di fare chiarezza sulla vicenda, avvenuta nel gennaio 2008 a Pontedera. Le indagini sono state effettuate dalla Procura della repubblica presso il tribunale di Firenze e solo a distanza di anni il fascicolo è arrivato in tribunale a Pontedera per il processo che vede a giudizio i quattro componenti della banda che difficilmente si presenteranno al processo. L'udienza è stata fissata per l'8 giugno. Quello avvenuto ai danni dell'agenzia assicurativa non è un caso isolato. La banda era riuscita ad intercettare il codice on line inviando una comunicazione fasulla della Banca di Roma. Un modo "facile", il più comune nel caso delle truffe informatiche, per poi avere accesso ai conti correnti di ignari clienti di vari istituti di credito. Spesso le vittime quando si accorgono dei furti spesso è già trappo tardi. Come nel caso dell'agenzia assicurativa che altro non ha potuto fare, visto il risarcimento negato, che chiudere il conto corrente e rivolgersi ad un altro istituto bancario.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
