Il Tirreno

Pontedera

In provincia si registra il quinto dato peggiore su scala nazionale, nel quarto trimestre del 2010

Il mattone affonda ancora

Manolo Morandini
Una veduta panoramica dall’alto di case a Pontedera
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Una veduta panoramica dall’alto di case a Pontedera

Crollano del 22% i mutui per l'acquisto di una casa

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 PONTEDERA. Il mercato immobiliare ha la febbre. A tastarne il polso è l'ufficio studi del gruppo Tecnocasa che segnala per Pisa e provincia un calo del 22,01% dei finanziamenti alle famiglie per l'acquisto di un'abitazione, nel quarto trimestre del 2010. Un dato in negativo che colloca il territorio al quinto posto su scala nazionale, sulla base dei dati diffusi dalla Banca d'Italia.  Un fenomeno che non sorprende il presidente dell'Associazione piccoli prorietari immobiliari Sirio Grassi. «Le banche hanno ridotto la proria esposizione - dice Grassi -. Se prima potevano arrivare a concedere un mutuo anche per il totale del valore della casa da acquistare adesso la media è nell'ordine del 60%. E ciò per ridurre l'esposizione al rischio dell'istituto». Insomma, chi non ha un gruzzoletto da parte difficilmente può affacciarsi al mercato immobiliare.  «Le compravendite da alcuni anni sono in calo e di conseguenza rallenta anche la domanda di mutui - prosegue il presidente Grassi -. Ed è difficile essere ottimisti nel breve termine. L'acquisto di una prima casa si lega all'incertezza dei redditi che si deve al persistere della crisi economica e alla capacità di esposizione finanziaria delle famiglie».  A fare due conti per il Gruppo Tecnocasa è Renato Landoni, presidente Kìron Partnet Spa. «Sulla base delle dinamiche dei tassi d'interesse a fine aprile ipotizzando di dover sottoscrivere un nuovo mutuo ipotecario dell'importo di 120mila euro per una durata di 20 anni se scegliessimo un mutuo a tasso fisso sosterremmo una rata mensile indicativa di 828 euro. Se optassimo, invece, per un mutuo a tasso variabile avremmo un risparmio pari a 173 euro mensili in quanto la rata ammonterebbe a 655 euro».  Difficile che la febbre del mercato immobiliare possa passare nell'arco del 2011. Lo conferma lo studio del Gruppo Tecnocasa: «I segnali registrati su base annua lasciano ipotizzare un trend delle erogazioni di mutui sostanzialmente simile a quello del 2010». Ad aggravare il quadro potrebbero essere anche le scelte della Banca Centrale Europea che potrebbe ritoccare il tasso di riferimento su cui le banche calcolano l'interesse sui mutui. Un ritocco verso l'alto farebbe salire il costo dei mutui comportando di fatto una potenziale uscita di una parte della clientela dall'accesso al credito.  La fotografia trova conferme nel rapporto sul mercato immobiliare curato dal Monte dei Paschi di Siena. A Pisa e provincia nel 2009 le compravendite sono crollate del 13,4% rispetto al 2008 mentre lo scorso anno il segno negativo si è attestato a un più incoraggiante -0,1%.

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