Il Tirreno

Pontedera

Baby-bulli, i casi sono in aumento

<b>BULLISMO</b> Un gruppo di giovanissimi mentre vaga per le strade della citt&agrave;
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BULLISMO Un gruppo di giovanissimi mentre vaga per le strade della città

Nel locale dell'aggressione, dove nessuno ha visto, molti sono increduli

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 PONTEDERA. Incredulità ma anche sconcerto nel paese dove un uomo di 31 anni, affetto della sindrome di Down, sarebbe stato al centro di atti di bullismo da parte di alcuni minorenni che il disabile incontra ogni giorno al bar. «Martedì sera ero al bar - racconta una cittadina - ma non mi sono accorta di niente. Speriamo che si capisca meglio come nasce questa storia».  Il trentenne è considerato, stando al racconto di alcuni abitanti della frazione, una sorta di mascotte. Trascorre buona parte della giornata in giro per il paese, tutti lo conoscono. Nessuno era a conoscenza degli atti di bullismo compiuti nei suoi confronti.  In particolare ha lasciato a bocca aperta la storia dell'aggressione: in tre, tutti minorenni, lo avrebbero messo con le spalle al muro, gli avrebbero bloccato le mani e lo avrebbero preso a pugni colpendo più volte sul petto. Tanto che alcune ore dopo, durante la notte, il disabile si è sentito male. La madre preoccupata lo ha accompagnato all'ospedale ed è stato lì che il trentenne è crollato e ha raccontato tutto. In ogni caso la donna, che si è rivolta ai carabinieri, non ha ancora formalizzato alcuna denuncia. Ma ritiene che sia necessario mettere un freno a certi comportamenti nei confronti del figlio. E se qualcuno avesse visto comportamenti sospetti è invitato a non ignorarli. Intanto l'associazione italiana persone Down, sezione di Pisa, condanna il gesto: «fa parte di una certa cultura di chi si approfitta di persone in difficoltà, che non possono difendersi». I carabinieri, del resto, una volta preso atto del racconto della madre del disabile, si sono impegnati a chiarire l'episodio. I protagonisti della vicenda, che si sono sentiti chiamati in causa, hanno negato ogni responsabilità. Le indagini serviranno proprio a questo: a capire cosa è successo e quale particolare dinamica possa essersi creata nel gruppo dei ragazzini. È probabile che i tre minorenni, considerati autori di piccoli dispetti e atti di bullismo veri e proprii, siano chiamati in caserma insieme ai loro genitori per approfondire la vicenda e per capire come porre rimedio alla situazione.  Anche se la vicenda meraviglia non è la prima volta che polizia e carabinieri, anche in provincia, si occupano di atti di bullismo compiuti proprio da adolescenti. È successo a Pontedera, come a Cascina e in altri centri più piccoli. Bulli che danno il meglio di sè nell'ambiente scolastico, così come al bar o il altri luoghi di ritrovo per adolescenti. Pochi giorni fa la polizia di Pontedera, dopo avere ricostruito quattro aggressioni compiute da un baby-stalker di Lari, che ha preso di mira un tredicenne di Cascina, ha notificato al primo un provvedimento molto vicino agli arresti domiciliari. Il sedicenne è stato sottoposto alla misura della permanenza in casa con la grave accusa di atti di persecuzione. È la prima volta, almeno in zona, che per reiterati casi di bullismo, consistenti in ripetute aggressioni, viene contestato lo stalking e viene emessa una misura del genere, hanno notare al commissariato.  Non si tratta di casi isolati, come hanno dimostrato in passato episodi avvenuti sugli autobus che trasportano gli studenti a lezione ogni giorno. Mesi da davanti al professionale, nel corso di un pestaggio, è rimasta coinvolta anche una bidella. Per questo sia polizia e carabinieri, quando incontrano gli studenti nel corso delle lezioni dedicate all'educazione alla legalità, non mancano mai di soffermarsi sull'argomento-bullismo cercando di capire se ci sono situazioni a rischio per poi intervenire. S. C.

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