Il Tirreno

Pontedera

Un compratore per il "Bientina"

Barbara Antoni
Il presidio degli operai davanti allo scatolificio ex Giuntoli a Bientina
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Il presidio degli operai davanti allo scatolificio ex Giuntoli a Bientina

La Regione salva in extremis lo scatolificio

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 BIENTINA. Sembrava segnato e irreversibile il destino dei 150 dipendenti dei due stabilimenti di casa Marcucci, lo scatolificio Corsonna di Castelvecchio Pascoli (Barga, 89 addetti) e lo scatolificio Bientina, ex Giuntoli, di Bientina (59). Tantopiù segnato specialmente dopo che aveva dato forfait l'unica società che si era proposta per rilevarli entrambi. L'intervento della task force economica della Regione - un gruppo di "salvamento" per le aziende in crisi voluto dall'attuale governatore Enrico Rossi -, adesso, potrebbe avere invertito la rotta.  La notizia arriva dritta dalla sede della Provincia di Lucca, dove tutte le parti sociali e gli enti pubblici interessati alla sorte dei due stabilimenti ieri pomeriggio si sono riuniti al gran completo con lo stesso Rossi. La stessa Regione, sollecitata da enti pubblici e forze sociali, ha individuato una società che potrebbe essere seriamente interessata a rilevare sia il Corsonna che il Bientina. L'ha individuata in extremis, dal momento che le due aziende - con le lavorazioni ferme da settimane - si trovavano in regime di concordato preventivo e i giorni che separavano le società dalla consegna dei libri in tribunale erano ormai pochissimi, roba di una settimana non di più.  Per questo, annuncia Rosi, i tempi per concludere la vicenda e il subentro della nuova proprietà dovranno essere brevissimi. «Oggi - aggiunge l'esperto di crisi aziendali della Regione - abbiamo gettato le fondamenta e identificato la procedura per gestire la transizione da una azienda all'altra».  Ovviamente c'è il massimo riserbo sul nome della società in odore di subentro. Trapela soltanto, ad oggi, che è italiana, con sede nel nord della Toscana al confine con un'altra regione, è che è già attiva anche nel settore della produzione di carta e cartone.  «Adesso - hanno fatto sapere dalla Regione - stiamo lavorando per far riprendere l'attività produttiva nei due stabilimenti. È importante che queste aziende rimangano sul mercato, per favorire il subentro del nuovo imprenditore».  È possibile che l'avvicendamento nella proprietà porti con sé alcuni «sacrifici occupazionali», meglio definiti tagli al personale. Come, quanto e quali figure è ancora troppo presto per dirlo: di certo c'è che il subentro della nuova proprietà partirà da un nuovo piano industriale che dovrà tenere conto di vari elementi, in base anche alle prospettive di nuove e vecchie clientele. «L'importante per noi era riaprire - è stato evidenziato -, a fronte di una situazione che sembrava ormai precipitare, l'interessamento del presidente della Regione ha permesso di riaprire la trattativa».  Per i due stabilimenti, la parabola discendente è partita a inizio 2011, con una crisi finanziaria e di mercato. Poi la proprietà ha manifestato l'intenzione di venderli entrambi; in aprile è stata aperta la procedura di concordato. La Regione interverrà con la nuova proprietà anche attraverso Fidi Toscana, per crediti a supporto delle crisi aziendali.

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