Il Tirreno

Pontedera

Nidi, c'è un posto per tutti

Paola Silvi
Piccoli all’interno di un asilo nido della zona
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Piccoli all’interno di un asilo nido della zona

Nessuno in attesa, raddoppia la richiesta di servizi

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 PONTEDERA. A sorpresa, i posti nei nidi sono più dei bambini iscritti. «Quest'anno - annuncia il direttore dell'Unione della Valdera Giovanni Forte - non ci sarà nessun problema con le graduatorie e le famiglie possono stare serene». Addio allora alle liste d'attesa che da Bientina a Pontedera, da Capannoli a Terricciola sono diventate un lontano ricordo. E i numeri parlano chiaro. I dati. Sono 869 i bambini di età compresa tra i tre mesi e i tre anni che aspirano a frequentare i nidi della Valdera e i posti disponibili sono 945.  «I nostri dati - conferma il presidente dell'Unione Filippo Fatticcioni - sono perfettamente in linea con le indicazioni di Lisbona volute dalla Ue. E se qualche struttura è più richiesta ci sono comunque i posti liberi nelle altre a compensare la situazione».  I nidi più gettonati. E' il caso di Peccioli dove le domande di iscrizione sono 105 mentre l'offerta si declina in 82 possibilità concrete. Stesso problema a Santa Maria a Monte con 79 aspiranti piccoli alunni a fronte di 46 posti effettivi. A Capannoli e a Calcinaia invece hanno già provveduto a risolvere il sovraffollamento aumentando di 30 unità i rispettivi vecchi totali. Idem a Crespina, Lari e Ponsacco anche se l'ampliamento in questi tre Comuni è vincolato dall'iter di accreditamento non ancora concluso. E così la caccia al posto fisso si trasforma in una pioggia di trasferimenti. Ma dall'Unione assicurano che nessuno resterà deluso. «Intanto abbiamo raggiunto un grande traguardo - puntualizza Forte - per il resto c'è tempo per accontentare tutti. Metteremo a confronto le diverse scelte, faremo i dirottamenti opportuni ma ogni bambino ha ottenuto la frequenza di diritto. Questo dimostra che la Valdera ha saputo rispondere alle esigenze del territorio». Un successo conquistato grazie ai 36 servizi educativi, 31 privati e 5 pubblici, sparsi sul territorio.  Meno iscrizioni. Ma anche favorita da un calo di iscrizioni che vale 46 new entry in meno rispetto al 2010. «Che potrebbe corrispondere - entra nel merito Forte - ad una diminuzione di nascite o potrebbe essere un segnale della crisi economica degli ultimi periodi». Tante famiglie potrebbero aver deciso insomma di affidare il figlio ai nonni per risparmiare i costi della retta. O peggio, potrebbero aver perso il lavoro e non avere più bisogno di affidarlo alle cure di qualcun altro. A conferma dell'ipotesi, le cifre relative all'erogazione dei buoni servizio e alle domande di riduzione delle tariffe scolastiche.  Isee e buoni servizio. Sono 412 i nuclei familiari, più del doppio di quelli dell'anno precedente, che hanno richiesto i buoni servizio. E 100 i nuclei familiari che hanno dichiarato un reddito compreso tra 0 e 5160 euro. 56 famiglie stazionano nella seconda fascia, quella tra 5161 e 9290 euro e in 181 non superano la soglia dei 19.999 euro. «Stiamo lavorando - specifica il direttore - ad agevolazioni tariffarie più puntuali per tentare di mantenere più equo possibile il sistema. Stiamo cercando di eliminare gli scaglioni e rapportare le diminuzioni direttamente agli importi effettivi certificati dai genitori con una funzione continua che tiene conto dei singoli casi».  Pubblico e privato. Non a caso, se da una parte sale il numero di domande alle strutture pubbliche, passando dalle 216 del 2010 alle 285 attuali, è nettamente in discesa quello dei nidi privati che crolla dalle 734 della stagione appena trascorsa alle 584 della nuova. «Di fatto i genitori - continua Forte - scelgono gli asili in base alla residenza. Quando invece optano per una struttura lontana da casa, di solito coincide con la sede di lavoro di uno dei due».  Sono 168 le famiglie che hanno scelto il nido vicino all'ufficio, 705 quelle che hanno cercato la scuola dietro l'angolo e 34 le iscrizioni dei bimbi con mamma o babbo dipendente Piaggio. La ciliegina sulla torta riguarda poi il web.  «Da quest'anno - conclude il direttore - i genitori potevano inviare la riconferma dell'iscrizione anche tramite internet. E in 204 hanno utilizzato il canale multimediale».

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