Il dolore
Liter spiegato dal direttore regionale Vitale
L'Inps: «La pensione arriva solo se c'è la domanda»
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Lufficio Inps a Pontedera 2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. La direzione toscana dell'Inps si chiama fuori dai ritardi con cui si sono chiuse le pratiche per il riconoscimento della cassa integrazione alla BIB Srl, effettuata a fine 2010, e il caso del dipendente che on riesce ad andare in pensione. C'è un intreccio di date e qualche inesattezza nelle rivendicazioni dell'impresa e del dipendente Stefano Bertelli, ma anche qualche verità. Lo ammette il segretario provinciale Uilm, Marcello Casati, che del caso si è fatto garante in qualità di ex presidente del Comitato provinciale Inps. «Perché a una settimana dalla nostra denuncia la pratica è stata licenziata positivamente?», chiede. A rispondere è Fabio Vitale, direttore regionale Inps Toscana. «La domanda di cassa integrazione ordinaria è stata presentata dall'azienda il 25 gennaio 2011. Il successivo 31 gennaio, gli uffici di Pisa hanno provveduto a richiedere alla ditta la documentazione mancante». Fogli conseganti il 27 aprile. «Il datore di lavoro avrebbe risparmiato alla ditta di anticipare i pagamenti e all'Inps i ritardi di cui ci fa carico, se avesse provveduto ad attivarsi piuttosto a consegnarci i documenti richiesti». Altra storia la pensione. «Bertelli al quale, il 30 dicembre 2010, tramite il suo patronato, è stato rilasciato un certificato dei contributi dal cui risulta che al 31 dicembre 2010 aveva maturato il requisito alla pensione di anzianità con la finestra del 1 aprile 2011. Avrebbe, semplicemente, dovuto presentare, a marzo 2011, domanda di pensione e cessare l'attività lavorativa».
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