Sicurezza
Ha 24 anni, si presenta con Rifondazione comunista di cui è segretario comunale dal 2010
«Darei un taglio alle spese inutili»
Paola Silvi
Buti, Giuseppe Cilino spiega perché si è candidato a sindaco del suo paese
2 MINUTI DI LETTURA
BUTI. Passione e volontà. Ovvero "il coraggio di essere giovani". Sono le coordinate di Giuseppe Cilino, candidato a sindaco nel Comune di Buti. Ha ventiquattro anni, è studente universitario in Storia, da meno di un anno è stato eletto segretario del suo partito: alle elezioni di domani si presenta guidando la lista di Rifondazione Comunista. Perché si è candidato? «È un percorso avviato insieme a Rifondazione. Partecipato. Lega esperienza e gioventù in un mix fondato sulla qualità e l'attenzione ai cittadini». Libro preferito? «Guerra e pace di Tolstoj». Film preferito? «American History, dedicato al tema del razzismo». Attore preferito? «Kevin Space». Cosa ha visto l'ultima volta che è andato a teatro? «L'Amleto di Shakespeare». Di che cosa pensa che Buti abbia più bisogno: verde pubblico o strade nuove? «Di verde pubblico perché a Buti ci sono pochi spazi dedicati all'ambiente. E quelli presenti necessitano di cura». Qual è la prima cosa che farà se sarà eletto sindaco? «Lo statuto dell'acqua, perché l'acqua è un bene privo di rilevanza economica. E' un diritto non una merce». Cosa pensa della macchina comunale? «Ritengo che si sia dimostrata dannosa ed inefficace. E' diventata insomma un costo e non un progresso. Non c'è nessuna programmazione di ampio respiro ma solo una gestione quotidiana delle contingenze». Che voto darebbe a segretario e dirigenti? «Al di là del consiglio comunale ho poca esperienza diretta. Penso siano validi e da valorizzare». Che cosa mette al primo posto il suo programma? «Il bilancio partecipato, da realizzarsi mediante gli strumenti di partecipazione, quali le commissioni e le assemblee pubbliche, grazie a cui i cittadini potranno decidere dove e come utilizzare le proprie risorse. Sulla strada della trasparenza». Se dovesse tagliare le spese del bilancio dove andrebbe a colpire? «I costi inutili. Le varie strutture in affitto di cui non c'è alcun bisogno. Sulla spazzatrice meccanica, sulle troppe consulenze esterne». Quale è la spesa più assurda del Comune negli ultimi anni? «Non c'è una grande spesa ma piccoli investimenti da rivedere. Penso all'illuminazione pubblica insufficiente, ai campi sportivi incompleti alla cosiddetta "scuolina", costruita con un impegno di 220mila euro, vicino all'ex cinema Vittoria. Dovrebbe essere un centro aggregativo dedicato ai giovani ma di fatto manca la gestione e la concreta realizzazione dei piani previsti». Se non venisse eletto sindaco chi vorrebbe lo diventasse? «E' una domanda difficile ma se proprio deve scegliere preferirei Alberto Spigai per la sua serietà».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
