Sicurezza
Al convegno sui rischi finanziari prima uscita pubblica del nuovo presidente
Bandini promette: «Carismi autonoma e indipendente»
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Sopra un momento del convegno di ieri al centro studi I Cappuccini e il nuovo presidente della Carismi Alessandro Bandini 2 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. Sentir storpiare il proprio cognome alla prima uscita pubblica come nuovo presidente della Cassa di risparmio di San Miniato non deve avergli fatto un gran bell'effetto, ma ormai è andata. L'errore è da imputare a Lorenzo Gai, docente dell'Università di Firenze, che ha aperto i lavori del convegno "La crisi finanziaria e la gestione dei rischi negli intermediari finanziari" organizzato ieri dalla stessa Carismi al centro studi "I Cappuccini". Dopo poche parole, Gai ha lasciato il microfono per i saluti ufficiali ad Alessandro Bambini. "Macché Bambini, Bandini!", hanno esclamato molti in sala. Sì, in effetti Bandini, l'"imperatore" Bandini, da pochi giorni salito a sorpresa e tra le polemiche a sedere sullo scranno più alto della banca. All'ordine del giorno c'è il timore di una perdita d'autonomia dell'istituto di credito sanminiatese, a vantaggio di Cattolica, azionista con il 25% e interessata all'acquisizione di un altro 20% di azioni dalla Fondazione Carismi. Bandini non si tira indietro e, nonostante abbia deciso d'intraprendere una linea di basso profilo (nessuna intervista, nessun comunicato ufficiale), che cozza comunque con la rivoluzione rappresentata dalla sostituzione di nove degli undici membri del precedente consiglio d'amministrazione, va subito al punto. «La nostra banca - ha sottolineato il neo presidente - è una delle poche in Toscana autonome e indipendenti. E siamo fermamente intenzionati a rimanere così, lungo il percorso dell'autonomia e dell'indipendenza, da cui non deve essere disgiunta la strada della ricerca di condizioni di maggiore efficienza. È proprio grazie a queste caratteristiche che abbiamo dato e stiamo dando dei segnali importanti di resistenza alla crisi. Ovviamente, occorre una maggiore attenzione alla qualità del credito e al controllo dei rischi. Da qui, l'importanza del convegno di oggi». «Purtroppo - ha continuato Bandini - la legislazione italiana non favorisce la competitività delle banche e talvolta ci troviamo spiazzati e penalizzati rispetto ai nostri competitor internazionali. In futuro, ci sarà bisogno di ulteriori sforzi patrimoniali e ciò comporterà più difficoltà per l'accesso al credito». Curioso il passaggio in cui Bandini ha ringraziato se stesso, facendosi i complimenti. «In questi ultimi anni - ha detto - è stato fondamentale il sostegno, anche finanziario, della Fondazione nei confronti della banca». A capo della Fondazione fino a pochi giorni fa c'era proprio lui. Prossimamente, quel posto toccherà al suo ex braccio destro Antonio Guicciardini Salini, ieri mattina seduto in prima fila. Sorridente. (cm)
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