Il Tirreno

Pontedera

Si tratta di quattro nuclei familiari. Troveranno sistemazione a Pontedera, Bientina e Santa Maria a Monte

Profughi negli appartamenti privati

Alcuni dei profughi mentre escono dal commissariato
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Alcuni dei profughi mentre escono dal commissariato

Nove nigeriani provenienti dalla Libia, dove lavoravano, sono arrivati in Valdera

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 PONTEDERA. Arrivano i profughi anche in Valdera. Nella giornata di ieri, nove nigeriani, provenienti dalla Libia dove lavoravano, sono stati accompagnati nel nostro territorio. Qui troveranno ospitalità per un po' di tempo. La novità è che stavolta avranno una sistemazione non in centri d'accoglienza bensì in alcune abitazioni private, non solo di Pontedera, ma anche di Bientina e di Santa Maria a Monte.  La notizia è stata comunicata dai sindaci dei tre Comuni interessati, Simone Millozzi per Pontedera, Corrado Guidi per Bientina e David Turini per Santa Maria a Monte. «Nei giorni scorsi - ha spiegato anche a nome dei colleghi il primo cittadino di Pontedera - la Regione ci ha contattati per avere la nostra disponibilità rispetto all'accoglienza di un piccolo gruppo di profughi. Abbiamo risposto positivamente, com'è giusto che sia in questa fase di emergenza internazionale, presentandoci però non come singole amministrazioni comunali bensì come Unione Valdera. Alle 22,30 di ieri sera (mercoledì sera, ndr) da Firenze ci hanno detto che nove profughi (cinque donne e quattro uomini) sarebbero venuti da noi e stamani (ieri, ndr) in sole tre ore siamo riusciti ad organizzarci nel migliore dei modi».  Si tratta in pratica di quattro nuclei familiari. Due coppie saranno sistemate a Pontedera, due parenti troveranno alloggio a Santa Maria a Monte e una coppia con un parente risiederanno provvisoriamente a Bientina. Rispetto a quanto avvenuto in passato a Capanne di Montopoli Valdarno e a Santa Croce, stavolta i migranti avranno vitto e alloggio in alcune abitazioni private, che l'Unione Valdera e la Società della Salute hanno trovato con la collaborazione della cooperativa "Il Ponte", i cui addetti penseranno anche alla logistica della permanenza (compresi i pasti) e alla messa a disposizione di un mediatore linguistico. Da ricordare che il Ministero dell'Interno paga per ogni profugo ospitato sul territorio italiano una diaria di 35 euro.  «Lo slogan che abbiamo coniato confrontandoci con la Regione - hanno affermato David Turini e Corrado Guidi - è "Una famiglia per comune" e questo varrà anche in futuro, se l'emergenza dovesse proseguire e ci fosse bisogno di altri programmi d'accoglienza. Secondo noi, infatti, è da preferire la scelta dei piccoli nuclei distribuiti sul territorio, puntando sin da subito ad una potenziale condizione di integrazione». (cm)

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