Toscana
Ecco il dopo-Bandini: Guicciardini Salini e Rossi ai vertici della Fondazione
3 MINUTI DI LETTURA
SAN MINIATO. Non più di tre e in ordine fissato. Sono i nomi su cui si pronuncerà il consiglio di indirizzo della Fondazione Cassa di risparmio di San Miniato per chiudere la successione ad Alessandro Bandini, l'ex presidente dimessosi per salire al timone della Cassa. Al suo posto siederà l'attuale vicepresidente Antonio Guicciardini Salini, a cui succederà nell'incarico da vice Gianfranco Rossi, oggi segretario generale dell'ente. Inoltre, nel comitato di gestione al posto di Stefano Guerrini, che è entrato nel Cda della banca, siederà don Francesco Zucchelli. È questa la geografia del potere che sta prendendo corpo all'ombra della Rocca. Salvo colpi di scena il terzetto riempirà le caselle lasciate per dar corso all'operazione che ha rivoluzionato i vertici della Carismi. Una terna che in questi giorni viene presentata al gradimento dei soci della Fondazione. L'unica e gli unici nominativi in corsa per una partita che dovrebbe chiudersi a stretto giro. Potrebbe essere già la riunione del 18 maggio quella in cui il comitato di indirizzo formalizzerà con il voto le nomine. Fervono gli incontri in città. Appuntamenti informali dove vengono convocati a piccoli gruppi i soci della Fondazione, cui spetta il gradimento e l'indicazione della lista dei candidati al comitato di indirizzo. La promozione del nuovo corso è nell'ottica della continuità. A convocare i soci sono altri soci e tutti dai nomi eccellenti: Alessandro Bandini e Antonio Guicciardini Salini. Al tavolo degli incontri si racconta di presenze fisse. Ovviamente Bandini e Guicciardini Salini. Ma anche il segretario Rossi. E in più altri nomi eccellenti: il presidente di Finanziaria Carismi, Sergio Gronchi, quello di San Miniato Foundation, Massimo Bacchereti, e il dottor Marzio Gabbanini, al vertice per tanti anni della casa di riposo Del Campana Guazzesi e fratello di Vittorio, attuale sindaco di San Miniato nonché dipendente in aspettativa Carismi. Una partita delicata. I Comuni del territorio esprimono un quarto dei membri del consiglio di indirizzo. Voti che lo scorso settembre non mancarono di sostenere la conferma alla presidenza della Fondazione di Bandini, eletto all'unanimità. Ma questa volta è diverso. C'è da ricucire un rapporto, messo in crisi per i tempi e i modi con cui è stata portata in porto la svolta nella Cassa. Chissà se nei prossimi giorni i Comuni saranno consultati. A pesare è il ruolo che la Fondazione svolge per il territorio. Un motore importante per sostenere le attività sociali, culturali ed economiche. Ma anche quello di ente proprietario della Cassa di risparmio di San Miniato, di cui è azionista di maggioranza. Chi vede lontano ha paura. Mette in ordine i pezzi e costruisce un mosaico che ruota intorno al ruolo di Cattolica, azionista Carismi con il 25% del capitale sociale. Se la voce di una possibile dismissione da parte della Fondazione di un 20% di azioni Carismi trovasse conferma allora gli allarmi di chi pensa male sarebbero più che giustificati.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
