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Pontedera

L’amministratore delegato: «Ci rimbocchiamo le maniche perché la crisi ha colpito anche la moda»

Sabatini, crescita a doppia cifra

Manolo Morandini
Sabatini, crescita a doppia cifra

L'azienda di confezioni di Peccioli punta allo sviluppo entro il 2015

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 PECCIOLI. La trama è ambiziosa. Portare il fatturato a quota 65 milioni di euro entro il 2015. A tesserla è l'azienda Sabatini di Peccioli, specializzata nella produzione e distribuzione di abbigliamento femminile di alta gamma. E lo fa sul filo di una storia iniziata nel 1957 e della crescita a doppia cifra registrata lo scorso anno dall'impresa fornitrice di griffe internazionali e licenziataria di marchi di successo, come Daks e Harmont & Blaine.  Neppure la crisi è riuscita a interrompere il percorso che ha preso forma nel piano industriale approvato a fine aprile. A dare forza alla scommessa la scelta di portare il capitale sociale da 500mila a 5 milioni di euro. Rispetto al 2009 il fatturato nel 2010 è cresciuto del 32,4%, a quota 39,5 miliioni, ma già quest'anno i ricavi dovrebbero raggiungere i 45 milioni per poi attestarsi a 65 milioni, di cui il 30 per cento rappresentato da forniture industriali. Strategico in questo percorso il polo industriale polacco, che confeziona il 30% della produzione aziendale sotto il controllo di una società che fa capo alla Sabatini Spa.  Una realtà familiare, ai vertici della società c'è da sempre la famiglia Sabatini Giuntini. Con un portafoglio clienti che per metà parla straniero, la crisi del 2008 ha colpito duro: gli ordinativi sono crollati di colpo del 30%. «Siamo riusciti a tenere botta - dice Andrea Giuntini, amministratore delegato di Sabatini Spa -. Con i contratti di solidarietà siamo riusciti a garantire al personale la necessaria serenità. Nessuno è stato licenziato. Ci siamo rimboccati le maniche ed abbiamo fatto tesoro dell'esperienza». E questa porta in Polonia, all'azienda Eurotex. «L'investimento è del 2007 ma solo dal 2009 è partita la produzione che ci permette di essere competitivi sul prezzo per alcune lavorazioni. Le produzioni di nicchia, quelle a maggior valore aggiunto però sono nello stabilimento di Peccioli. Sede dove si fanno i finissaggio, i progetti e le realizzazioni di modelli e campionari».  L'azienda confeziona 600mila capi spalla all'anno. Una realtà che conta 150 addetti a Peccioli, dieci nello show room di Milano, dedicato allo sviluppo dei mercati esteri, e 170 in Polonia. Numeri destinati a consolidarsi anche a piano industriale a regime, nel 2015. «Il nostro mercato è una nicchia. Ci caratterizziamo per design e qualità del prodotto, due elementi che danno valore e consentono di mantenere le produzioni in Europa».  A Peccioli prendono forma le collezioni disegnate da stilisti di primo piano. Tra le altre le collezioni di Armani, Ungaro, Valentino, Donna Karan, Calvin Klein, Ralph Lauren.  Il segno dei tempi è la scelta di affiancare alla produzione la distribuzione. La Sabatini così ha acquisito negli anni le licenze Aigner, Mattiolo, Harmont & Blaine e Daks. «Per quest'ultima - conclude Giuntini - abbiamo l'esclusiva in Italia anche per le linee accessori uomo e donna e quelle di abbigliamento sportivo».

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