Sicurezza
Pannelli solari per vendere energia pulita a Enel
Andreas Quirici
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Da sin. Ghigliotti, Berti, Ferrante e Morelli 2 MINUTI DI LETTURA
LATIGNANO. Quattro imprenditori di settori diversi realizzano un impianto fotovoltaico da un megawatt la cui energia sarà venduta a Enel. L'allaccio alla rete avviene il 22 aprile, ma se fosse slittato di 10 giorni i privati che hanno realizzato l'operazione sarebbero incappati negli effetti del decreto legge che peggiora gli incentivi legati alle fonti rinnovabili. «Sarebbe stato un completo fallimento», dicono i soci di Elettra, la società costruttrice. Il parco inaugurato ieri mattina si estende su un terreno di 26.800 metri quadrati, ceduto dall'imprenditore agricolo Luciano Pattaro ai quattro imprenditori che vengono da settori come il tecnologico (Marcello Ghigliotti è amministratore unico della Orizzonte, società del Polo di Navacchio), il conciario (Renzo Berti fa import/export di pelli con la sua Berfin) ed edilizio (Francesco Ferrante è nel campo delle costruzioni con la Fgcm, così come Enzo Morelli con la società Casarosa). I 4320 moduli fotovoltaici policristallini sono stati forniti dalla israeliana Millenium, azienda fornitrice della multinazionale Schneider che ha seguito il progetto. Si tratta di un impianto a utilizzo-zero di cemento. «Abbiamo usato solo alluminio, in modo da poter utilizzare di nuovo il terreno a uso agricolo se vorremo smantellare il parco», afferma Ghigliotti. Il costo è stato di 4 milioni di euro, finanziati da Unicredit e Banca di Cascina e ha un ammortamento di 12 anni. «Pensavamo fosse più semplice - dicono i quattro - considerato che le fonti rinnovabili sono il business del momento un po' ovunque. Abbiamo trovato un tempo davvero brutto in inverno, quando costruivamo il parco. Ma soprattutto ci siamo trovati davanti a ritardi burocratici legati a tutte le procedure che abbiamo dovuto affrontare. E poi c'è stato il rischio di veder fallire tutto ancor prima di cominciare, perché il Governo ha prodotto il decreto in cui si abbassavano gli incentivi derivanti dal conto energia. Se fossimo partiti il 2 maggio sarebbe stato improduttivo. Invece, siamo rientrati negli incentivi del primo quadrimestre 2011 e abbiamo salvato il progetto». Dalla fine di aprile, infatti, la scena dei ricavi dall'utilizzo di fonti rinnovabili è peggiorata radicalmente con le banche che hanno frenato i finanziamenti per questo genere di operazioni e gli investitori stranieri che minacciano denunce allo Stato italiano. Per non parlare delle difficoltà di molte aziende del nostro Paese che avevano puntato tutto sulla produzione di elementi strutturali come i pannelli fotovoltaici o di chi, come i quattro di Elettra, hanno deciso di diversificare rispetto alle loro attività originarie, investendo sul solare. «Per fortuna non è stato il nostro caso - hanno detto gli imprenditori pisani - ma è evidente che situazioni come quello delle rinnovabili in Italia non aiutano l'economia del Paese».
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