La manifestazione
La Carismi divide il Pdl toscano
G.P.
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Alessandro Corsinovi Dal partito regionale: «L'operazione di rinnovo dei vertici è legittima ma non c'è stato come da tradizione il coinvolgimento del territorio»
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SAN MINIATO. Botta e risposta tra il Pdl locale e Alessandro Corsinovi, membro del coordinamento regionale del partito. La rivoluzione ai vertici della Cassa di Risparmio di San Miniato ha finito per creare una polemica interna al Pdl, con posizioni e punti di vista molto distanti. I gruppi consiliari del Pdl di San Miniato e Santa Croce contestano la posizione critica assunta dalla quasi totalità dei sindaci della zona e dai coordinamenti Pd nei confronti della banca. «Un modo improprio di fare politica - si legge - poiché a fronte di una piccola speculazione parapolitica c'è il rischio di un grave danno ad un'azienda del territorio che rappresenta una ricchezza dell'intera comunità. Occorre evitare ingerenze nella gestione delle aziende. Appare comunque strano che tale ingerenza maturi solo in certi casi, mentre in altri si mantiene un atteggiamento molto distaccato, come per quei consorzi che hanno con le istituzioni locali rapporti ed affari consistenti. Riteniamo assolutamente strumentale l'intervento dei sindaci, che non esprimono lo stesso zelo quando vengono nominati i Cda di importanti consorzi». «Non vogliamo difendere nessuno - dicono Roberto Ferraro e Letizia Quaglierini - ma sottolineare che il centrosinistra non ha credibilità quando si fa portatore di istanze moralizzatrici». «Non esiste un Pdl del comprensorio del Cuoio», replica Corsinovi, che propone un osservatorio regionale sulle Fondazioni bancarie: «Nel caso di San Miniato - dice - nel rapporto tra Fondazione e banca, più che di avvicendamento si può parlare di sovrapposizione. L'operazione di rinnovo dei vertici di Carismi è più che legittima, ma non si può negare alla politica di fare le proprie valutazioni e osservazioni. Quello che è accaduto alla Cassa di Risparmio di San Miniato è parso assai singolare e decisamente anomalo. Da quanto si apprende dagli organi di informazione locali e regionali pare non ci sia stato, come è tradizione, nessun coinvolgimento del territorio. Ci sia consentito di dissociarci da chi, nella nostra stessa parte politica, prende posizione per difendere gli indifendibili che hanno stravolto l'assetto della Carismi».
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