Il Tirreno

Pontedera

Ma il sindaco rimanda le accuse al mittente: «Fatto l’iter previsto, in consiglio abbiamo portato uno studio specializzato»

Un Comitato per combattere due antenne

Nilo Di Modica
Impianti per la telefonia installati in paese (Foto d’archivio)
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Impianti per la telefonia installati in paese (Foto d’archivio)

A S. Maria a Monte e Montecalvoli: «Sono proprio a ridosso di edifici scolastici»

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 S.MARIA A MONTE. Continua la guerra delle antenne. È proprio di ieri pomeriggio, la notizia che anche nel capoluogo santamariammontese si costituirà un comitato di cittadini contro i ripetitori della telefonia.  Obiettivo di molti residenti del paese, quello di impedire l'installazione di un antenna in via Querce, appena dietro il cimitero comunale e a pochi metri di distanza dall'istituto comprensivo Carducci, sede di scuole materne, elementari e medie. Il paese già nel 2006 fu palcoscenico di un aspro braccio di ferro fra un gruppo di cittadini e l'amministrazione comunale per un'antenna situata sopra il serbatoio idrico in centro a Montecalvoli. Diatriba, con tanto di costituzione di un comitato contro l'elettrosmog, che alla fine portò a un accordo col Comune, che si dotò di un regolamento per l'installazione di ripetitori e antenne per la telefonia mobile. Punti critici messi a fuoco dal neonato comitato, che ha fra i suoi sostenitori il consigliere comunale e provinciale Udc Maurizio Lucchesi, anche un'antenna in prossimità con le scuole a Montecalvoli: uno spostamento dell'apparecchio prima situato sul serbatoio avvenuto a seguito di un referendum popolare fatto dopo le polemiche del 2007. «Siamo venuti a conoscenza della volontà del Comune di installare 2 ripetitori, entrambi vicini alle scuole del capoluogo e di Montecalvoli - si legge nel documento del comitato - dopo esserci documentati, abbiamo accertato che le strutture sono in contrasto col Decreto legge del 2001 e con il Principio di precauzione. Non sono state rispettate le procedure di trasparenza e informazione tanto meno è stata interessata la figura del Garante dell'informazione, mentre le Norme tecniche di attuazione contraddicono pienamente la realizzazione di impianti per la telefonia mobile vicino a scuole e ad altri siti sensibili». «Considerando le perplessità', i rischi e i danni che le onde elettromagnetiche possono apportare alla salute dei cittadini in particolare ai bambini e ai ragazzi, chiediamo la sospensione immediata dei lavori - continua il comitato - e il trasferimento in altri siti dei 2 impianti. Per tale scopo sia fatto uno studio non contestabile che prenda in considerazione le Normative». Osservazioni che il sindaco David Turini rimanda al mittente, ricordando i risultati dell'indagine sulle varie ipotesi di collocamento degli impianti presentata in consiglio nell'ottobre del 2010, a cura della Polab, azienda specializzata in indagini di localizzazione degli impianti. «Sono stati fatti tutti i passaggi in consiglio e tutte le presentazioni necessarie - spiega il sindaco - abbiamo incontrato i cittadini, ci siamo rivolti a tecnici e siamo stati fra i primi Comuni in Italia a dotarsi di un regolamento che mettesse un freno all'attività dei gestori della telefonia, che stando a quella legge nazionale del 2001, che oggi il comitato ci rinfaccia, avrebbero potuto accordarsi con qualche privato e piazzare le loro antenne dove volevano. Senza contare che tutti gli studi della Polab dimostravano come la natura specifica delle onde per la telefonia facesse si che il punto più sicuro e meno sottoposto fosse proprio in prossimità dell'antenna».

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