Sicurezza
Federica, una schiacciata alla celiachia
Paola Silvi
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Federica Stufi col diesse Luca Berti della Biancoforno L'atleta torna a fare volley grazie alle cure del professor Angelini
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SANTA CROCE. Federica parla e gesticola con le mani. Le mani che fino a poco tempo fa erano gonfie e doloranti ma che di fatto sono il suo futuro. La pallavolista fiorentina Federica Stufi, 23 anni, ha domato una forma rara di celiachia che coinvolgeva anche le articolazioni grazie alla volontà, alla competenza e alla fiducia. Oggi può di nuovo far sognare sui parquet e in maglia azzurra. «Ringrazio - racconta raggiante la centrale - la società Biancoforno e lo staff medico del professor Fabrizio Angelini. La prima mi è stata vicina e ha creduto in me, il secondo mi ha seguito a livello medico permettendomi di tornare a giocare». Il calvario di Federica inizia nel febbraio 2010 quando indossa la maglia della RebecchiLupi Piacenza, in A1. Federica scopre di essere celiaca, di essere intollerante al glutine e il suo fisico ne risente tanto da tenerla fuori dal campo per buona parte del girone di ritorno. «Per 22 anni non ho mai avuto idea che mi stavo inquinando con sostanze alle quali sono allergica - spiega Federica - e il mio corpo ne risentiva pesantemente». Finisce il campionato, Federica firma il contratto con la Biancoforno, ma nell'estate 2010 la giovane centrale continua a perdere peso e all'avvio della preparazione fisica non riesce a stare al passo con le compagne. E'la partita più difficile. Da una parte l'atleta di talento, la società biancorossa e lo staff medico del prof Angelini. Dall'altra parte della rete la celiachia. Entra in gioco la società, «in primis Luca Berti che mi è stato vicino». Invece di optare per una rescissione del contratto, Federica segue specifici allenamenti e si affida alle cure di Angelini, endocrinologo, nutrizionista dello sport Juventus, presidente nazionale della Società italiana nutrizione, sport e benessere, e membro del comitato scientifico dell'International society of sport nutrition. La Stufi viene sottoposta a visite periodiche, controlli, test, esami e a una dieta coadiuvata da un'adeguata supplementazione e integrazione studiata ad personam. «Federica - dice il professor Angelini - è stata brava, costante e tenace e ha vinto una patologia alimentare applicata alla sport. Abbiamo curato lo stato infiammatorio senza usare cortisone o altri tipi di farmaci ma con una terapia antiossidante. L'approccio olistico ha dato i risultati sperati». Il percorso è stato lungo ma tutti hanno svolto il proprio compito. «Sono rinata», aggiunge Federica. Nei primi giorni del 2011 la squadra santacrocese partecipa al "torneo Mimmo Fusco" e Federica, dopo tanto tempo lontano dal parquet, rimette piede in campo. «E' stata una gioia immensa. Sono tornata ad allenarmi e ho tentato di riconquistare il posto da titolare. Non sento la mancanza dei cibi normali. Anzi, in trasferta mi porto la borsa frigo e mangio con gusto».
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