Il dolore
Abusi nella golena, Rocchi assolto
Sabrina Chiellini
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Un momento della conferenza stampa tenuta da Rocchi, il quarto da sinistra La Corte d'appello cancella le accuse mosse dal Comune al candidato a sindaco
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CASCINA. Assolto perchè il fatto non sussiste. La Corte d'appello di Firenze, in riforma della sentenza di condanna emessa dal tribunale di Pisa nel novembre 2008, ha scagionato il consigliere comunale Alberto Rocchi, candidato a sindaco del Nuovo polo a Cascina, dalle accuse di abuso edilizio e falso che gli sono state contestate dal Comune nel 2004 per lavori effettuati nella golena dell'Arno. Nel giudizio di secondo grado, come si legge nelle motivazioni della sentenza è stato ritenuto insussistente il fatto contestato dal Comune «nella insuperabile e palese contraddizioni tra le non esaurienti testimonianze e la documentazione catastale recuperata, con ogni conseguenza di legge anche in ordine alla procedura amministrativa correlata». Oltre al risvolto penale ce n'è uno "ricco" di ordinanze di demolizione (i tecnici del Comune sostenevano che Rocchi durante la ristrutturazione di un edificio aveva costruito volumi maggiori rispetto a quelli esistenti) e di confisca. Oltre a vari ricorsi al Tar che sono stati respinti. Ora da questa sentenza emerge che la prova degli abusi edilizi non c'è. Eppure questo contenzioso ha dato inizio a una serie di complesse vicende per Rocchi e la sua famiglia. È facile immaginare che l'imprenditore chiederà i danni all'amministrazione se le ordinanze emesse dal Comune non saranno riviste. L'esito del ricorso in appello è stato reso pubblico durante una conferenza stampa alla presenza dei coordinatori di Fli, Massimo Balzi; dell'Udc Luca Titoni e di rappresentanti e candidati di Alleanza per l'Italia, oltre che dei legali dell'imprenditore-candidato a sindaco. «La sentenza mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo - ha commentato Rocchi - mi hanno accusato ingiustamente di avere deturpato la golena dell'Arno, una zona vincolata. Io sapevo che prima o poi la verità sarebbe emersa. Nel frattempo sono stato costretto a chiudere Ecogiovani, la società che lavorava in quest'area, a mandare a casa dieci dipendenti. Per non parlare del trattamento che è stato riservato alla mia persona. Ora chi pagherà i danni? Il sindaco o i dirigenti che hanno firmato le ordinanze?» Rocchi sostiene di poter dire la sua anche nella vicenda degli abusi contestati a Badia, al centro di sanzioni milionarie. «Nel lotto Badia 5 - dice - hanno contestato sanzioni per 700mila euro. La dichiarazione di fine lavori e delle varianti eseguite era sparita. L'ho presentata nel luglio 2005, era in Comune ed era finita in un altro fascicolo. L'ho trovata nei giorni scorsi».
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