La manifestazione
Funerali, buco da centomila euro
Giacomo Pelfer
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La sede della Pubblica assistenza di Santa Croce Alla Pubblica assistenza di Santa Croce in troppi non pagano
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SANTA CROCE. La crisi economica si mangia anche i soldi per i funerali. Migliaia di euro di debiti accumulati sul caro estinto: 96mila per l'esattezza quelli che la Pubblica assistenza di Santa Croce attende ancora di riscuotere da circa 35 famiglie. «Sono funerali non riscossi negli ultimi tre o quattro anni. Cifre che privati cittadini non hanno ancora pagato o non hanno intenzione di pagare». Lo ha spiegato il presidente dell'associazione, Luciano Battaglioli, durante l'assemblea dei soci convocata nei giorni scorsi per la verifica del bilancio 2010 e della manovra preventiva 2011. Numeri in affanno, con una lunga serie di servizi fuori bilancio nonostante l'ampia disponibilità di volontari. Quello dei funerali è solo il dato più eclatante. «Una situazione che si è aggravata negli ultimi anni - spiega Battaglioli -. C'è sempre stata l'abitudine a mettere da parte i soldi per il funerale». Risparmi, tuttavia, che le famiglie si trovano costrette a spendere per altre incombenze, più urgenti. «Non è nostra abitudine sollecitare il pagamento, e non è neppure nostro compito - dice Battaglioli -, però questa situazione ci mette in difficoltà. Ci siamo anche rivolti a una società di recupero credito, ma non abbiamo attenuto niente. Adesso dobbiamo decidere se andare per vie legali». A incidere sui conti in rosso della Pubblica assistenza è soprattutto il Punto di primo soccorso, istituito nel luglio 2009 con l'inaugurazione della nuova sede. «Siamo obbligati a garantire il servizio diurno dalle 8 alle 20, ma non riusciamo a coprirlo solo con i volontari - spiega il presidente -. Spendiamo 5.800 euro al mese di personale dipendente, mentre dalla Asl ne riceviamo 3.500. Ad oggi, quindi, compreso l'investimento iniziale, il Punto di primo soccorso ci è già costato 170mila euro, che dobbiamo saldare. Dal luglio 2009 sono già più di 2mila le persone che si sono rivolte a noi piuttosto che al pronto soccorso di Empoli. È una situazione complicata, aggravata dalla mancato pagamento del 5 per mille: siamo in attesa di riscuotere il 2008».
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