Gioco
Dopo le sanzioni milionarie i cittadini di Badia chiedono soluzioni certe
Paola Silvi
◗
Unassemblea a Badia dedica al problema degli abusi edilizi Il comitato teme che non saranno trovate alternative nella vicenda degli abusi edilizi contestati dai tecnici comunali
2 MINUTI DI LETTURA
CASCINA. Avevano sperato nella costituzione di un tavolo tecnico formato da esperti comunali e professionisti da loro interpellati per discutere sulle possibili soluzioni, eventuali deroghe e magari su alcune modifiche al piano regolatore. Avevano sperato in un atteggiamento diverso da parte del Comune. E invece non è cambiato niente. Dopo il diniego della sanatoria, l'avvio del procedimento e il ricorso al tribunale amministrativo regionale le 42 famiglie residenti in via S. Donato restano ancora al palo. Con un'accusa di abuso edilizio derivata da volumi in esubero, riscontrati nelle loro case, che l'ente pubblico non ritiene in regola. Con una sanzione da 2milioni e 250mila euro che pende sulle loro teste come una spada di Damocle. «L'amministrazione comunale - sfoga tutta la sua rabbia il comitato formato dai proprietari delle abitazioni - ha rimandato ancora una volta la soluzione del problema. L'altra sera durante un incontro pubblico organizzato dalle Acli provinciali a San Prospero, i 4 candidati a sindaco hanno di nuovo glissato le nostre domande». Le famiglie coinvolte in questa voragine stanno crollando. «Non ce la facciamo più - dicono - a sopportare questa incertezza. E' 4 anni che posticipano la questione. Il Comune non vuol sentir ragioni e va avanti sulla sua linea». Di fatto però qualcosa si è mosso. «Il responsabile del procedimento per il Comune, il geometra Franco Falaschi - spiegano dal comitato - ha convocato il nostro esperto, l'ingegnere Massimo Birindelli. Ma è stato un incontro formale dove non è trapelata nessuna volontà di venirci incontro». Secondo l'ingegnere, i tecnici comunali avrebbero proposto di seguire le direttive del Tar e ridurre i costi al valore medio del procedimento. «L'ordinanza - sottolinea Birindelli - faceva riferimento al massimale più alto, ma nel range delle cifre esistono altri scaglioni. Per dirla in un altro modo, il Comune di Cascina ha deciso un abbattimento delle sanzioni del 40% ma ha dato per scontato che le famiglie siano colpevoli». Al di là degli sconti presunti sul procedimento, al comitato propri non va giù essere trattato come responsabile dell'abuso. «Siamo innocenti. Vittime e parte lesa. Ingannati dal costruttore, unico responsabile della situazione e dimenticati dal Comune. Nessuno ha fatto speculazioni o attività illegali. La nostra unica colpa - ribadiscono i protagonisti in questione - è stata fidarci e comprare gli appartamenti, ignari delle violazioni». Tante domande restano allora senza risposta.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
