Il Tirreno

Pontedera

Arrivati i profughi a Santa Croce

Hanno chiesto asilo politico

L’interno del centro comunale di S. Croce Sull’Arno
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L’interno del centro comunale di S. Croce Sull’Arno

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 SANTA CROCE. Sono venti, di diverse nazionalità anche se tutti provenienti dalla Libia, i profughi africani arrivati la scorsa notte a Santa Croce nel dormitorio di via don Puglisi. Ieri hanno ricevuto la visita del sindaco, Osvaldo Ciaponi, che con i servizi sociali sta seguendo l'accoglienza.  Si ripete un copione già visto lo scorso mese quando la struttura di Santa Croce sull'Arno, composta da un'unica camerata, ha ospitato venti tunisini, mentre altri venti erano stati dirottati a Capanne, nel comune di Montopoli Valdarno, in una struttura messa a disposizione dalla Curia. Questa volta l'ex asilo di Capanne non è stato aperto per i profughi in quanto l'edificio ha problemi strutturali.  Il Comune, appena è stato informato dell'arrivo dei profughi, ha attivato la Cooperativa Querce di Mamre, Caritas, Misericordia, Pubblica assistenza, Auser, Associazione Arturo, Cooperativa Ponteverde e volontari che si sono resi tutti disponibili ad occuparsi dell'accoglienza.  Alle tre di notte il pullman partito da Foggia è arrivato nel comprensorio del Cuoio. I profughi sono tutti lavoratori che erano in Libia e che quando è scoppiata la guerra sono stati fatti salire sui barconi diretti a Lampedusa. Tra loro ci sono cinque provenienti dalla Guinea, quattro nigeriani, uno dalla Costa d'Avorio, uno dalla Mauritania, uno del Ghana. Sono tutti in possesso dell'attestato di domanda di protezione internazionale, vale a dire che hanno chiesto asilo politico. «Li ho incontrati - dice il sindaco - ho consegnato loro una copia della nostra Costituzione tradotta in più lingue. Avendo i profughi diverse provenienze, ci siamo dovuti attivare per trovare più mediatori linguistici. Alcuni parlano l'inglese, altri il francese, altri l'arabo».  Ovviamente gli ospiti sono liberi di entrare e uscire dal centro, non c'è vigilanza. «Non sappiamo esattamente quando lasceranno la nostra struttura, la situazione è gestita direttamente del Ministero dell'Interno», continua il sindaco.  L'amministrazione comunale di Santa Croce, al pari di quella di altre città della Toscana, ha messo a disposizione la struttura e tutte le spese saranno pagate dalla protezione civile. S. C.

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