Attenzione
Cervelli impigriti da mode e Tv
Erika Vivarelli 5ª Ast Itis Pontedera
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Uno dei premi messi a disposizione da Cdc per gli studenti cronisti L'antidoto del pensiero per avere in mano le redini del presente
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PONTEDERA. Capacità di crescere e necessità di pensare. Nessun essere umano può considerarsi completamente al riparo dalla superficialità, dal fanatismo, dalla stupidità. In ogni luogo e in ogni momento esso è sottoposto alla possibilità di avere a che fare con qualcuno o qualcosa in grado di condizionarlo, colpendo nel profondo la sua psiche e influendo su di essa con lo scopo di provocare nell'individuo reazioni precise e prestabilite. Ma com'è possibile sviluppare il proprio pensiero in modo incondizionato? Non si tratta solo di condizionamenti premeditati, ma anche e prima di tutto di condizionamenti disinteressati, come quelli provocati dalla convivenza e dalla crescita di ognuno di noi con i nostri familiari, e, successivamente, con chiunque venga a contatto con noi. Ogni essere umano risulta alla fine condizionato da vari fattori, dovuti essenzialmente al contesto storico, politico e sociale all'interno del quale l'individuo nasce e cresce. Nonostante ciò, prima o poi ognuno arriverà ad un punto della vita in cui dovrà necessariamente assumersi delle responsabilità, fare scelte importanti che richiedono "l'uso del cervello", e a quel punto non potrà più pretendere di pensare con la stessa mentalità degli altri, ma dovrà evitare il condizionamento per poter fare la scelta più adatta a lui. Il momento in cui ciò avviene è il passaggio dallo stato infantile a quello adulto, è il momento in cui l'individuo mette in dubbio tutto quello che gli hanno insegnato per fare un'analisi approfondita di tutte le sue conoscenze, dalle quali estrarrà solo quelle che lui, da solo, incondizionatamente, riterrà valide o logiche o, in qualche maniera, giuste. Ovviamente questo passaggio avviene in maniera graduale e richiede del tempo. Il problema di base è che ormai molte, troppe persone non sono in grado di affrontare questa fase, un po' per una questione di fortuna o sfortuna, dato che il nostro carattere e la nostra personalità si sviluppano in maniera dipendente da quello dei nostri genitori, un po', e soprattutto, relativamente al grado di interesse che ogni singolo individuo ha ad acculturarsi e a voler imparare a «pensare». La cosa più triste è che oggi molti giovani non mostrano un grande interesse a tale problema, e si comportano in maniera superficiale, dimostrando di non essere capaci di affrontare situazioni importanti come una persona matura dovrebbe saper fare. Che sia colpa delle mode o dei lavaggi del cervello fatti ad opera della Tv non fa tanta differenza. Il punto è che, se il nostro futuro e il futuro del nostro paese è nelle nostre mani (dei giovani), come possiamo pretendere di ottenere un miglioramento delle situazioni che tanto critichiamo se poi non abbiamo neanche la voglia di affrontarle e di pensare ad uno o più modi per risolvere i problemi? Problemi che esistono, indipendentemente dal fatto che noi vogliamo vederli o no, e con i quali presto o tardi dovremo fare i conti. E se apparentemente può risultare che invece in molti adolescenti si stiano sviluppando ultimamente atteggiamenti sostenuti dal desiderio di cambiare le cose (e questo, peraltro, sarebbe non poco confortante), anche qui dobbiamo stare attenti a non farci ingannare dall'apparenza, perché spesso si assiste a situazioni di totale disinformazione e di affermazioni fatte su basi infondate. Infine, fintantoché le persone continueranno a prendere esempio e ad apprezzare solo chi è ritenuto al loro livello, (se non più basso) per non sentirsi inferiori, invece di prendere coscienza di sé e delle proprie capacità, mettendole in pratica, non sarà possibile provocare in loro la nascita di un minimo interesse verso i problemi concreti, e continueranno ad avere successo i reality show e chi sta in alto continuerà a controllare le masse a suo favore, anche (purtroppo) a spese di chi invece insisterà imperterrito nel porsi domande e cercare risposte.
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