Il Tirreno

Pontedera

Un referendum per la farmacia

Francesca Suggi
La farmacia comunale di Cenaia
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La farmacia comunale di Cenaia

Vendita della comunale di Cenaia, la richiesta della minoranza diventa una mozione. E c'è attesa per la risposta del sindaco

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 CENAIA. La voce prende forma. E diventa una mozione vera e propria per chiedere all'amministrazione che si faccia un referendum sulla vendita o meno della farmacia comunale di Cenaia.  E' il consigliere minoranza di centro destra Michele Cialdini ad avanzare la richiesta. «Prendiamo atto che la decisione dell'attuale giunta è quella di procedere alla vendita della farmacia comunale, ma le posizioni di cittadini, rappresentanti politici e della comunità tutta sono diverse - spiega - per questo chiedo al sindaco di impegnarsi ad organizzare una consultazione popolare per valutare in maniera univoca e inoppugnabile il volere dei cittadini sulla questione».  Cialdini si fa forte delle oltre 400 "firme contro" raccolte in questi ultimi mesi sia nella farmacia di Cenaia che in altre attività della frazione. Insieme all'idea di perdere alcuni servizi in un ipotetico passaggio da farmacia comunale a un'altra attività analoga di natura privata, la questione che più disorienta è la probabile perdita di 4 posti di lavoro. Ovvero quelle addette che da tempo lavorano dietro al bancone di Cenaia.  Nelle ultime settimane lo stesso sindaco Thomas D'Addona ha inviato una lettera ai suoi cittadini per spiegare le ragioni della vendita. Dove ribadisce che si tratta di un'operazione vantaggiosa per il Comune. Ma dove, soprattutto, ha cercato di fare chiarezza su alcune distorsioni che co0l tempo si sono create sull'argomento. «A prescindere da cosa si farà con questi soldi, il Comune incasserà un utile che si aggirerà intorno a un milione e mezzo di euro, più un affitto annuale di 20mila euro, contro incassi all'anno di 65mila euro. Ci tengo a precisare che la decisione finale, comunque sarà presa in consiglio comunale».  Dall'altra parte il capogruppo di opposizione di centro destra Michele Cialdini, con questa sua mozione, vuole ribadire che a decidere dovranno essere i cittadini.

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