Il Tirreno

Pontedera

«All'alba era finita l'acqua da bere»

Francesca Suggi
Un momento della serata in discoteca e, a destra, due ballerine
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Un momento della serata in discoteca e, a destra, due ballerine

Replica del gestore alle accuse sul web: avevamo 4mila bottiglie, sono avanzate

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 PONSACCO. «C'era», insistono gli organizzatori della serata. «Dalle sei mancava in tutte e tre le sale», ribattono stizziti dal popolo-rabdomante della notte targata Insomnia.  Della serie l'acqua al bancone c'è ma non si trova: su Facebook scoppia la polemica del day-after. Una caccia al tesoro di insinuazioni da una parte e risposte dall'altra che si accende proprio sul gruppo "Insomnia discoacropoli d'Italia" dedicato a quello sballo mezzanotte-mezzogiorno che catalizza nella cittadina del mobile migliaia di giovani provenienti da ben oltre i confini toscani.  E' da Bologna che arriva Mauro Di Tescla Visconti. Un ragazzo che tra la curiosità e la voglia di eccedere a colpi di elettronica non si fa scappare la seratona in uno dei templi storici dell'afterhour. «Dalle sei hanno cominciato a dire al bancone che l'acqua era finita, un barman mi ha dato gentilmente e spontaneamente una coca cola», scrive. Lui come altri parlano del via vai di ragazzi lanciati dal "porchettaro" di fronte al locale a comprare acqua.  L'acqua: sollievo, idratazione, necessità di lavar via sfilze di cocktail trangugiati giù in tante ore di dance. Il popolo della notte ha sete. Il volterrano Alessandro Raffa non c'era, ma si fa carico dei commenti di tanti suoi amici del Colle stipati nei bus organizzati per l'evento. E li diffonde. «Tanti sono andati a bere nel bagno dalla cannella. Bere è importantissimo per chi, magari impasticato, balla senza sosta per una questione di idratazione». Sul web il tam tam dei commenti è fitto. C'è anche chi nega. E che anzi rilancia: «Ma perché tutti si lamentano dell'acqua? Se la chiedevi al bar te la davano anche gratis», ribatte il bergamasco Francesco Della Muzia.  La questione è controversa. Una eresia bella e buona per il gestore del locale Massimiliano Rossi, volato a Ibiza. «Avevamo scorte di oltre 4mila bottiglie d'acqua e tanta è avanzata anche in magazzino», spiega. E ipotizza: «Magari in qualche momento può essere finita dietro al bancone e doveva essere ripresa dal magazzino e allora i barman hanno suggerito altre cose, ma potrebbe essere stata solo una cosa temporanea». Sulle file degli assetati al camioncino della porchetta di fronte al locale: «Notoriamente fuori costa meno». Rossi sottolinea la mole del sistema controlli, prevenzione, sicurezza messa in campo. «Abbiamo ricevuto anche i complimenti del Sert», sottolinea. E sulla questione acqua ci tiene a precisare che dalle 3 alle 6: «Ho interrotto pure la somministrazione degli alcolici e alle 11.30 prima della chiusura ho offerto a tutti i presenti un cocktail analcolico», conclude lui che si definisce quasi un astemio, sostenitore e promotore degli eventi no-alcol come quello che ci sarà a Villa del Colle, a Collesalvetti, il prossimo 21 maggio.

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