Sicurezza
Il registro non ha valore concreto, ma rappresenta solo un indirizzo politico: aderisce anche San Miniato
Montopoli, sì al testamento biologico
Giacomo Pelfer
◗
Il primo cittadino di Montopoli Alessandra Vivaldi Il Comune apre ai Dat: giusto offrire la possibilità di scegliere quali terapie accettare
2 MINUTI DI LETTURA
MONTOPOLI. Era iniziato tutto con il caso drammatico di Eluana Englaro, che all'inizio del 2009 aveva aperto il dibattito sul testamento biologico, sulla possibilità di scegliere in anticipo a quali trattamenti sottoporsi in caso di gravi incidenti o malattie invalidanti. La questione fu accantonata nel giro di pochi mesi, anche se alcuni Comuni decisero di andare avanti comunque, per anticipare (e in un certo senso "forzare") l'attività del legislatore. Nascevano così i Dat, le Dichiarazioni anticipate di trattamento, che alcuni enti locali si sono fatti carico di raccogliere. A distanza di due anni dall'inizio di quella battaglia, tuttavia, lo spirito sembra essersi molto affievolito, anche in virtù della circolare ministeriale di metà novembre che ha dichiarato i registri "privi di alcun valore giuridico e illegittimi". I Dat sembrano quindi destinati a fare la fine dei registri per le unioni di fatto, ma per adesso continuano a dividere. Il Comune di Montopoli è l'ultimo in ordine di tempo ad aver aderito al registro messo a punto dalla Provincia di Pisa. «Stiamo preparando l'atto di giunta - dice il sindaco Alessandra Vivaldi -; è giusto offrire anche ai nostri cittadini la possibilità di scegliere quali terapie accettare o meno». Posizione contestata dai consiglieri di minoranza, che parlano di uno "strumento inutile e difettoso", frutto di una "una battaglia ideologica", sollevando, come nella circolare ministeriale, anche il problema dei costi: «Risorse che potrebbero essere indubbiamente utilizzate meglio». "Il nostro registro non costa niente, né a noi né ai Comuni", afferma la vicepresidente della Provincia Alessandra Petreri, responsabile del progetto. «Il cittadino interessato - spiega - può rivolgersi al nostro sportello Urp e prendere un appuntamento con un pool di medici volontari, che abbiamo creato per aiutare alla compilazione di un apposito modulo: un elenco di casi, per ciascuno dei quali il cittadino è chiamato a esprimere una propria scelta». Al momento, però, il registro Dat della Provincia di Pisa rappresenta poco più di un indirizzo politico: «Fino ad oggi non abbiamo più di 20 moduli compilati - ammette Petreri - ma per adesso l'importante è il messaggio». Pochi, per la verità, anche i Comuni che hanno aderito: soltanto 7. Tra i comuni aderenti c'è anche San Miniato: «Svolgiamo soprattutto il ruolo di intermediari - spiega l'assessore David Spalletti - mettendo in contatto i nostri cittadini con la Provincia. Abbiamo un nostro dipendente in grado di fornire tutte le informazioni e la modulistica, ma la registrazione avviene poi attraverso la Provincia con l'aiuto dei medici dell'Usl 5. Qualcuno era venuto ad informarsi, ma non sappiamo se poi si è effettivamente registrato».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
