Il Tirreno

Pontedera

Tante le proposte del centrodestra: una volta realizzato dovrà entrare nei circuiti regionali

«I big della moda per sponsor e contributi»

Un vecchio bottale, il macchinario è usato per la concia del cuoio
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Un vecchio bottale, il macchinario è usato per la concia del cuoio

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 SANTA CROCE. A riaccendere l'attenzione sul futuro del Museo del Cuoio era stata una mozione del Centrodestra per Santa Croce, che proponeva di mettere in vendita la struttura.  «Una proposta provocatoria ma neanche troppo», sostiene Stefano Giannotti. Il risultato è stato un confronto di idee e proposte per dare un senso a un edificio che merita di essere sfruttato. È questa l'idea di Letizia Quaglierini, capogruppo Pdl.  «E' indubbio - afferma Quaglierini - che l'esecuzione di questa struttura abbia richiesto oneri economici eccessivi e tempi di realizzazione inaccettabili. Nel merito, però, secondo noi è sbagliato vendere i pezzi pregiati di casa». Che aggiunge: «Il Museo del Cuoio rappresenta l'icona della capacità imprenditoriale dei nostri conciatori e delle risorse creative e artigianali degli operatori del settore. Si tratta, inoltre, di un'opera recente di riconosciuta qualità architettonica, purtroppo ancora non finita. Si dovrebbe vendere per fare cassa? E chi lo compra? Può essere riconvertito ad altre funzioni?».  Quaglierini propone quindi di appoggiarsi alle grandi firme della moda: «Abbiamo espresso l'auspicio di un coinvolgimento delle grandi firme, che portano l'eccellenza santacrocese nel mondo, per sponsorizzazioni e contributi». Ecco la strategia. «Una volta completato - spiega la capogruppo Pdl -, il museo dovrà essere inserito nel circuito dei musei toscani (come la ceramica a Montelupo, la Vespa a Pontedera o l'alabastro a Volterra). Poi dovrebbe costituire uno spazio culturale dove fare mostre d'arte, presentazione di libri e promozione del territorio».  Ma c'è anche dell'altro. «L'edificio può essere reso energicamente autosufficiente con pannelli fotovoltaici sulla copertura del campo sportivo o in un'area adiacente - conclude Letizia Quaglierini -. Poi, mediante bando, potrebbe essere affidata la gestione a soggetti esterni, di provata competenza ed esperienza e, con contributi e sponsorizzazioni sommati alla vendita di biglietti, libri e gadgets, uniti alla possibilità di realizzare eventi all'interno della struttura, si potrebbe far quadrare il bilancio». G.P.

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