Finanza
"Riciclati" studiano gli asteroidi
Andreas Quirici
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Andrea Milani Comparetti L'azienda si sta insediando nel Polo, conta di fatturare 300mila euro
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NAVACCHIO. Orbite di corpi celesti. Orientamenti di navicelle nello spazio. Asteroidi minacciosi che potrebbero colpire la Terra. Tutti argomenti lontani anni luce dalla vita media di ognuno di noi, ma da cui i matematici che compongono la società Spacedys contano di ricavare 300mila euro di fatturato quando sarà a regime. L'azienda si sta insediando nell'incubatore del Polo tecnologico di Navacchio e ingloberà ricercatori a cui non verrà rinnovato il contratto con l'Università di Pisa e con il Cnr a causa della riforma Gelmini. La nuova start-up presentata ieri al Polo insieme ai dati dell'incubatore (nel 2010, 13 aziende presenti, 106 addetti, un fatturato aggregato di quasi 7 milioni di euro e adesso anche un sito appositamente dedicato, www.incubatoreimpresa.it) cercherà committenti tra le agenzie aerospaziali come quella europea o quella italiana, ma anche tra le tante società private del settore a cui potrebbe interessare anche un servizio di formazione per addetti alla gestione di centri di controllo aerospaziali. «La nostra specialità è la determinazione orbitale - ha spiegato Andrea Milani Comparetti, docente di matematica dell'Univerità di Pisa, presente ieri al Polo insieme a Giacomo Tommei, Linda Di Mare e Fabrizio Bernardi - e nel 1999 il nostro gruppo ha scoperto una tecnica per capire se un asteroide può colpire o meno la Terra, chiamata proprio Spacedys e che ha permesso di creare una lista di 310 casi. In questo momento stiamo scrivendo software per gestire l'orientamento di navicelle spaziali che saranno inviate dalla Nasa intorno a Giove e dall'Agenzia aerospaziale europea attorno a Mercurio». La quattordicesima azienda a insediarsi nell'incubatore di Navacchio andrà ad aggiungersi a realtà come «M2 tech» che si occupa di strumenti e apparecchiature audio di altissima qualità, «Handcrafted control», attiva nel campo dello sviluppo di piattaforme per sistemi mobile e «Pure power control» che lavora a sistemi di propulsione a basso impatto ambientale nel campo automobilistico. «L'incubatore sta andando bene - ha spiegato il direttore del Polo tecnologico Elisabetta Epifori - e i risultati delle nostre aziende sono il miglior biglietto da visita per la nostra struttura. L'indagine che realiziamo ogni anno, i cui dati relativi al 2010 sono ancora in fase di elaborazione, dimostrano che molte delle start-up dell'incubatore hanno avuto trend di crescita davvero importanti, facendo lievitare le domande d'ingresso negli ultimi mesi da parte di chi avrebbe intenzione di avviare un percorso di assistenza all'impresa e dare vita a progetti nel campo delle alte tecnologie».
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