Sicurezza
Il fotovoltaico va in tribunale
Giacomo Pelfer
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Un impianto fotovoltaico nel sanminiatese Comune accusato di abuso di potere da un'azienda privata
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SAN MINIATO. Un regolamento comunale «viziato da eccesso di potere». È con questa motivazione che la ditta Actasol Srl ha incaricato i propri legali di muovere un ricorso amministrativo contro il Comune di San Miniato e la Provincia di Pisa. L'azienda, del gruppo Acta Spa, con sede a Crespina, ha presentato 8 progetti per campi fotovoltaici nel territorio di San Miniato, di cui 6 erano stati stoppati in virtù delle modifiche al regolamento comunale del 10 febbraio. È l'ultima mossa di una partita che si complica e dove tutto torna in discussione. La legge regionale sulle rinnovabili, infatti (in vigore dal 23 marzo), ha fatto decadere il regolamento del Comune di San Miniato, introducendo limiti molto più flessibili e lasciando l'amministrazione ancora più esposta al rischio di contenziosi con i proponenti privati. Così, anche i 15 impianti fotovoltaici di Roffia, che la giunta contava di aver stoppato, tornano tutti quanti in corsa. Lo ha detto ieri Vittorio Gabbanini, in risposta a un'interpellanza dei Comunisti Uniti: «Tutti e 15 gli impianti tra via Candiano e via Casale in prossimità della ferrovia, sia quelli approvati dalla conferenza dei servizi provinciale, sia quelli bocciati, non hanno ancora concluso il loro procedimento e dovranno essere valutati nuovamente ai sensi della nuova disciplina regionale». Il territorio di San Miniato è stato interessato in tutto da 32 progetti (per un totale di 45 ettari): di questi, 17 sono stati autorizzati e la realizzazione è già partita, mentre per gli altri 15, quelli Roffia, in gran parte contigui, l'amministrazione aveva cercato di porre dei paletti con il nuovo regolamento, stabilendo 300 metri di distanza tra un impianto e l'altro e 150 dalle abitazioni. La legge regionale, invece, non ha stabilito limiti per le abitazioni, portando a 200 metri la distanza tra impianti. «Tale distanza, tuttavia - ha spiegato Gabbanini - è citata solo "al fine di prevenire pregiudizio a carico dell'ambiente e del paesaggio". Qualora la Provincia valutasse l'insussistenza dei suddetti pregiudizi teoricamente potrebbe approvarli tutti. Entro il termine del 20 maggio, il Comune dovrà proporre alla Provincia di Pisa le specifiche in merito all'eventuale deperimetrazione di alcune aree Dop e Igp e alla perimetrazione di zone poste all'interno dei coni visivi e panoramici la cui immagine risulta storicizzata». «Si ritiene importante sottolineare - ha concluso - che una tra le ditte proponenti ha comunicato in via informale di aver già incaricato i propri legali di muovere ricorso amministrativo verso la Provincia di Pisa e il Comune di San Miniato, in merito al mancato rilascio delle autorizzazioni entro il termine di 180 giorni. Nel caso che i ricorsi risultassero a loro favorevoli, è probabile che la ditta richieda i danni per mancato guadagno».
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