Il Tirreno

Pontedera

Carismi, il timone passa a Bandini

Alessandro Bandini, neo presidente della Cassa di risparmio di S. Miniato
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Alessandro Bandini, neo presidente della Cassa di risparmio di S. Miniato

Dai soci nessuna spiegazione sulla scelta che registra l'uscita di Calvosa

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 SAN MINIATO. Solo una stretta di mano. È affidato a un gesto il passaggio di testimone ai vertici della Cassa di risparmio di San Miniato. Scende Lucia Calvosa e sale alla carica di presidente Alessandro Bandini, in arrivo dall'analogo ruolo alla Fondazione Carismi che è il socio di maggioranza dell'istituto di credito.  Silenzio in sala. Nessun intervento per spiegare la rivoluzione ai vertici della banca. Neppure una voce dai rappresentanti della lista unica dei candidati, Fondazione Carismi, Finanziaria Carismi e Cattolica Assicurazione. Scivola così in meno di due ore l'assemblea degli azionisti che apre l'era Bandini. E chissà se almeno tra i soci di minoranza qualcuno avrebbe voluto conoscere il perché di questop vento che ha spazzato via i membri del Cda insediati tre anni fa sulla scia delle difficoltà dell'istituto segnalate dall'ispezione della Banca d'Italia.  Un voto compatto ha segnalato la svolta. Accolta anche la proposta di ritocco delle indennità. La nuova era si apre col raddoppio del compenso per il neo presidente Alessandro Bandini, da 120mila euro annui sale a 250mila. Rivisto anche quanto spetta al vicepresidente, la carica è affidata ad Alberto Lang, a cui andranno 65mila euro rispetto ai 60mila che spettavano al collega che lo ha preceduto. Ai consiglieri invece 30mila euro che salgono a 45mila per quelli che avranno un ruolo esecutivo. A proporre le cifre Sergio Gronchi in veste di rappresentante della Finanziaria Carismi. A storcere la bocca solo i sindacati che hanno preso la parla per auspicare un gesto di sobrietà, congelando i compensi alle cifre assegnate agli amministratori uscenti. Cifre che invece hanno riscosso il consenso di Bandini che al momento del voto non ha mancato di alzare il braccio per non far mancare il proprio assenso.  Ecco i nuovi eletti che affiancheranno il presidente Alessandro Bandini. Nel Cda entrano Piero Gavazzi, Stefano Guerrini, Alberto Lang, Giuliano Maffei, Marco Mencagli, Moreno Menichetti, Sandro Quagliotti, Andrea Tinghi, Adriano Tomba, Giovanni Urti. Fuori nove su undici dei componenti la compagine arrivata a fine mandato. Tra gli ingressi quello di Menichetti, in arrivo dal collegio dei sindaci. Sul fronte dei revisori contabili il ruolo di presidente dei sindaci spetta a Franco Volpato, che sarà assistito da Massimo Melai ed Enzo Sollini. Revisori supplenti Giangaetano Bissaro e Stefano Petrucci. E si tratta di una conferma per Sollini e Volpato.  Risanamento, consolidamento e rilancio. Sono state queste le parole d'ordine del Cda uscente. Concetti guida declinati nel piano industriale chiamato a dare risposte alle criticità rilevate tra il 2007 e il 2008 dalla Banca d'Italia. Adesso il timone passa ad Alessandro Bandini che ha il vantaggio di conoscere a fondo il territorio di riferimento dell'istituto di credito e anche i meccanismi e le persone che operano all'interno della banca. Sul tavolo erediterà una Cassa in salute, chiamata a far fronte a due ordini di problemi: i volumi intermediati e il peso dei costi operativi, che inevitabilmente si riflette sull'efficienza gestionale della banca. Manolo Morandini ALTRO SERVIZIO A PAG.2

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