Il Tirreno

Pontedera

«Un raid che condanniamo»

Il sindaco Millozzi; sopra il circolo del Botteghino
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Il sindaco Millozzi; sopra il circolo del Botteghino

Il sindaco sulla spedizione punitiva al circolo Il Botteghino

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 PONTEDERA.Il sindaco, Simone Millozzi, si augura che si faccia chiarezza sulle responsabilità nei due raid compiuti nei giorni scorsi davanti al circolo "Il Botteghino". «L'amministrazione comunale di Pontedera esprime il proprio disappunto e la condanna verso i protagonisti della spedizione punitiva. Si tratta di un episodio grave che avrebbe potuto avere ben più drammatiche conseguenze. Il fatto è una spia di allarme di comportamenti che non possono avere spazio nella nostra comunità». Millozzi condanna fermamente l'episodio e «coloro che si sono resi protagonisti dell'azione violenta. Confidiamo fiduciosi nell'azione delle forze dell'ordine e della magistratura affinché gli autori vengano assicurati alla giustizia e rispondano davanti alle sedi opportune del loro operato».  L'amministrazione comunale si dice pronta a fare «di tutto affinché questi episodi non abbiano a ripetersi».  Intanto, dopo la denuncia presentata dal presidente del circolo e dopo che dall'ospedale Lotti è stato segnalato alla polizia che un giovane era rimasto ferito dopo essere stato preso a calci e pugni e colpito con un bastone, sono iniziate le indagini per identificare i componenti della "squadraccia" ponsacchina entrata in azione al Botteghino per due sere consecutive. La prima risulta più un'azione dimostrativa, anche se è spuntato un machete. Il secondo blitz ha raggiunto lo scopo: quello di dare una lezione ai ragazzi del circolo.  Ci sono alcuni sospetti su chi potrebbe essere il cinquantenne visto nei pressi del circolo, armato di bastone. Lui ha colpito, con altri, il ragazzo di Peccioli poi costretto a ricorrere alle cure dei medici. Qualcuno sarebbe riuscito a ricordare la targa di una delle auto usate dal branco.  Eventuali scuse, così come la disponibilità a pagare i danni lasciati sulla porta del circolo, potrebbero servire almeno a distendere gli animi. E darebbero la possibilità alle famiglie dei ragazzi aggrediti di vivere un po' più tranquillamente. La violenza vista durante il raid ha lasciato molti senza parole. Le vittime dell'aggressione hanno sessanta giorni di tempo per presentare eventuali querele.  Alla base di raid ci sarebbero solo motivi banali. Una lite in discoteca, avvenuta tre settimane prima, e la voglia di mostra "i muscoli".  Intanto, rispetto ai problemi sulla sicurezza stasera, alle 21.15, al circolo a La Borra ci sarà un incontro con la cittadinanza. «Ritengo utili questi incontri perché in questo modo la polizia non viene più vista come un'entità astratta ma come degli uomini" in carne ed ossa" con cui confrontarsi e cui poter fare riferimento sulle problematiche della sicurezza», spiega il dirigente del commissariato, Luigi Fezza.  A La Rotta, per esempio, dopo uno di questi incontri, un cittadino «attuando i consigli ricevuti, ha limitato fortemente i danni durante un furto. E la segnalazione fatta da alcuni abitanti che avevano visto un'auto sospetta ha permesso di intercettare la macchina. Anche se gli occupanti sono riusciti a scappare, gli attrezzi da scasso ri trovati hanno consentito senza ombra di dubbio di evitare altri furti nella zona», spiega Fezza ringraziando la giunta comunale per avere organizzato gli incontri. La polizia si rende disponibile per incontri «che qualunque consiglio di circoscrizione voglia organizzare per dare un contributo alla sicurezza e tutela dei cittadini». S. C.

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