Il Tirreno

Pontedera

Un giovane è stato preso a bastonate, la sera prima c’era stato un avvertimento con minacce e... un machete

Spedizione punitiva dopo la lite

Sergio Capecchi presidente del Circolo del Botteghino (nella foto grande)
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Sergio Capecchi presidente del Circolo del Botteghino (nella foto grande)

Gruppo di ponsacchini porta il terrore davanti al circolo al Botteghino

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 PONTEDERA. Dopo la lite in discoteca, avvenuta tre settimane prima tra ragazzi e per motivi banali, scattano un paio di spedizioni punitive. La prima, quasi dimostrativa, avviene la domenica sera di Pasqua. Un gruppo di ponsacchini - uno avrebbe mostrato un machete, tanto per gradire - si presenta davanti al circolo "Il Botteghino". Cercano i giovani della lite in discoteca ma non vanno oltre le minacce. La sera dopo la squadraccia torna per compiere un agguato.  Un ventenne di Peccioli, che frequenta il circolo nell'omonima località vicina a Pontedera, rimane ferito a un occhio in maniera piuttosto seria. Ha varie contusioni sul corpo e ancora, a distanza di giorni, si sta chiedendo le ragioni di tanta violenza. Lui non era in discoteva la sera della lite. I componenti della squadraccia al massimo li conosce per nome. Eppure viene preso a calci e pugni e colpito con un bastone.  Quella compiuta davanti al circolo, lunedì sera, non è la solita scazzottata tra ragazzotti. Un'aggressione organizzata, che ha spaventato gli abitanti della frazione e messo in ansia le famiglie dei ventenni pestati.  Il presidente del circolo, Sergio Capecchi, ieri mattina, è andato al commissariato e ha presentato una formale denuncia. Polizia e carabinieri, come raccontano testimoni dell'aggressione, erano già intervenuti subito dopo il pestaggio.  Per riprendere a raccontare la cronaca della violenza occorre partire dalla lite in discoteca. Un giovane del Botteghino incontra un amico con un occhio nero. Gli chiede cosa ha fatto e ci rimedia un sacco di botte, sempre dal gruppetto della cittadina del mobile. «Cosa ti importa?», sarebbe stata in sintesi la reazione. Dalla scazzottata un giovane pontederese esce co un timpano sfondato.  L'episodio sembra finito lì. Domenica sera il branco aspetta la chiusura del circolo. I giovani del paese si trattengono davanti a locale per due chiacchiere. Ci scappano le minacce e il machete, qualcuno è convinto di avere visto anche un coltello. Per ragioni da capire la spedizione punitiva fallisce.  Lunedì sera la squadraccia torna in azione. In due entrano nel bar e chiedono ai ragazzi del circolo di andare fuori per un chiarimento. All'inizio danno l'impressione di essere armati solo di buone intenzioni. Si pensa che sia l'occasione per un chiarimento. Le intenzioni del branco sono molto diverse. Nel circolo ci sono quattro ragazzi e due o tre ragazze: giocano serenamente a ping pong. Appena escono dal bar si rendono conto di essere accerchiati. I ponsacchini sono arrivati con quattro o cinque macchine.  «Hanno provato a farci andare nel parcheggio lungo la strada - racconterà uno dei ragazzi - abbiamo capito che non tirava una buona aria...»  Il tempo di scambiare due parole e un uomo (forse lo zio di uno dei ponsacchini) si lancia di corsa contro i ragazzi del circolo. Ha un bastone, sembra sia lì con il solo intento di picchiare.  I momenti successivi sono di panico. I ragazzi del Botteghino cercano di rientrare nel circolo. Due vengono raggiunti e picchiati. Uno se cava con un paio di cazzotti. L'altro, che abita a Peccioli ma ha amici a Pontedera, viene colpito a calci e pugni, oltre che con il bastone. La barista tenta di aiutarlo e pure lei viene colpita e strattonata. «Mentre inseguivano il ragazzo per pestarlo - spiega il presidente del circolo - hanno anche danneggiato una porta. Mai visto niente del genere nel nostro paese. Il giovane è caduto per terra e loro continuavano a picchiarlo. Spero solo che sia finita qui. Io intanto ho presentato una denuncia per i danneggiamenti».

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