Attenzione
Kyoto, il parco fantasma
Manolo Morandini
◗
Una veduta dellarea Kyoto, piantumata con 5mila alberelli A due anni dalla messa a dimora gli alberi sono invisibili
2 MINUTI DI LETTURA
PONSACCO. Un cimitero di stecchi. A due anni dalla messa a dimora le piantine di Kyoto sono l'ombra di se stesse. Invisibili. Nascoste sotto una coltre d'erba alta. Lungo la via Pontederese c'è il parco urbano "Il sorriso". Un nome che annuncia la beffa. Strappa solo un riso amaro la vista della distesa dei 5mila mini-alberi piantati due anni fa. Il tempo qui sembra essersi fermato. Non crescono e per lo più si tratta ancora di fragili fusti, alti un palmo di mano o poco più. Leccio, farnia, tiglio, frassino, roverella. Sono tra le latifoglie tipiche del paesaggio toscano acquistate da Provincia, Regione e Comune di Ponsacco per dare corpo al primo "parco per Kyoto" pisano. Cinquemila alberelli per una spesa di 40mila euro. Ma la lotta ai gas serra in questo angolo di Ponsacco non è neppure cominciata. L'obiettivo del mini-bosco sarebbe quello di ridurre l'anidride carbonica che finisce in atmosfera, sfruttando i processi naturali di assorbimento legati al ciclo di vita di una pianta. Una scommessa ancora tutta da vincere, al pari della conservazione della biodiversità e la lotta al degrado del territorio. Tutte direttrici annunciate e sbandierate all'inaugurazione del progetto. I tecnici provano a spiegare. Le piante sono giovani e perciò sono basse e piccole. E poi c'è la mortalità, che nel primo anno avrebbe inciso per il 5% del totale delle piante messe a dimora. Tra gli accorgimenti per lo sviluppo "verde" a protezione delle radici degli alberelli sono stati sistemati dei dischi, una sorta di pacciamatura, e anche l'erba serve a ripararli dai raggi del sole, riducendo il peso dell'aridità. Ma qualcosa non torna. A due anni di distanza sembra che niente sia cresciuto. E il corso naturale pare sia rispettato solo dall'erba. Questa sì che cresce rigogliosa e indisturbata. Si ha la sensazione di passeggiare in un campo incolto. Una senso di trascuratezza a cui contribuisce la discarica che è spuntata a due passi dal parco. Alla fine della nuova strada che dal parcheggio della scuola media di Ponsacco porta fino al lago. Scarti edili, accumulati e lasciati in bella vista. La manutenzione dell'area Kyoto per vent'anni spetta alla Provincia. Ma responsabilità a parte questo verde sembra lo specchio di un fallimento. Sono davvero pochi i fusti che svettano. Troppi, invece, gli alberelli soffocati dall'erba. Si chiama Convolvolo, si avvolge ai fragili fusti e poco alla volta li soffoca in un abbraccio fatale. Oppure Gramigna, che vigorosa e infestante "strappa" il terreno ai piedi degli alberelli.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
