La manifestazione
Inascoltate le richieste del sindaco che paga 30mila euro: ora è più sicura la pista ciclabile che scorre sotto
Il guard rail? Alla fine lo mette il Comune
Emilio Chiorazzo
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Sopra, alcune immagini del nuovo guard rail in via delle Colline; a destra, il vecchio mai sostituito nel punto in cui perse la vita Pucci Lungo via delle Colline: la competenza è della Provincia, che però ritarda
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PONTEDERA. Da una parte della strada il guard rail è lucido. Sa di nuovo. Dall'altra, invece, è un monumento alla "ruggine". E, purtroppo, al ricordo di una tragedia, avvenuta nel 2005. Lungo via delle Colline, nella zona del Romito, la gente del posto ha fatto una dura battaglia perché quel guard rail fosse rimosso e rinnovato. Doveva pensarci la Provincia. Non l'ha mai fatto. E, almeno per un tratto, ci ha pensato, a proprie spese, il Comune. Per oltre trentamila euro, dicono le determine dei dirigenti che hanno sborsato i soldi. Come dire, un euro per ognuno degli abitanti della città. Dal primo all'ultimo, senza eslcusione. Così l'amministrazione comunale si sostituisce alla Provincia e rimedia a una mancanza che va avanti da troppo tempo. Certo, le richieste non sono mancate. Prima dai cittadini, poi dal Comune. Soltanto l'attuale sindaco, Simone Millozzi, da quando è stato eletto a Palazzo Stefanelli, ha inviato più di una richiesta alla Provincia. E il "pressing" è aumentato dal giorno in cui, dall'abitato del Romito al centro di Pontedera, è stata completata e aperta la pista ciclabile. È proprio quella, infatti, che deve aver fatto perdere qualche notte di sonno al primo cittadino pontederese. La pista ciclabile scorre sotto via delle Colline. Un metro, forse due, più sotto. Lungo quella strada che è molto transitata (porta anche verso la Firenze-Pisa-Livorno) e che, per la sua conformazione, può essere rischiosa se si percorre a velocità sostenuta. Dev'essere stato questo pensiero a far scattare, nel sindaco e nella squadra dei suoi amministratori, la voglia di tirar fuori i soldi e fare un lavoro che spetterebbe alla Provincia di Pisa. Il guard rail è stato messo lungo quel lato. Quello che costeggia la pista ciclabile. A tutela di chi, grandi e piccini, utilizza, soprattutto ora che arriva il bel tenpo, la bicicletta per muoversi dalla frazione al centro e viceversa. Il guard rail fa bella figura. È splendente, senza ammaccature. Non come quello del lato opposto. Che la Provincia dovrebbe provvedere a sostituire. La richiesta risale addirittura al 2005. Sei anni fa. Era il 17 gennaio, quando ci urtò un'auto e un ragazzo di 27 anni del Romito morì per le ferite riportate. Quel pezzo di guard rail è rimasto intatto. Mai nessuno lo ha più aggiustato. È divelto proprio come lo era sei anni fa: un monumento alla memoria di quella tragedia che scosse un'intera comunità. Federico Pucci - questo il nome della giovane vittima - cessò di vivere per le ferite riportate nell'urto, il guard rail dilaniò il suo corpo: i vigili del fuoco che intervennero, dovettero lavorare a lungo, prima di liberare il corpo dalle lamiere. Sono passati sei anni: quel guard rail è sempre lì, nelle stesse condizioni. Come lo lasciarono i soccorritori quella notte. Nel corso di tutti questi anni alla Provincia sono state inoltrate richieste e lamentele. Sono rimaste inascoltate. Com'è successo per le lettere di richiesta che sono state spedite da Palazzo Stefanelli che chiedeva la messa in sicurezza del lato di via delle Colline sopra la pista ciclabile. Al punto che, alla fine, spazientito, ci ha pensato da solo.
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