Il Tirreno

Pontedera

Il sindaco si rivolge al prefetto: «Un anno fa avevano preso una decisione identica: sportelli aperti solo 3 volte la settimana»

Fabbrica, alle Poste solo a giorni alterni

Paola Silvi
L’ufficio postale di Fabbrica di Peccioli
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L’ufficio postale di Fabbrica di Peccioli

L'ufficio della frazione di Peccioli ha deciso un'altra contrazione degli orari al pubblico

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 FABBRICA. La misura è colma per il sindaco di Peccioli Silvano Crecchi che si scaglia contro Poste Italiane dopo l'ennesima decisione che riduce l'orario di apertura del pubblico servizio nella frazione di Fabbrica. "Ci risiamo", si sfoga il primo cittadino. «Appena un anno fa l'apertura dell'ufficio di Fabbrica era stata ridotta di una giornata. Adesso i giorni disponibili saranno 3 e non più 4».  I cittadini potranno recarsi allo sportello giallo-blu il martedì, il giovedì e il sabato. Il resto della settimana, dovranno spostarsi a Peccioli. E al disservizio si aggiunge l'impotenza. Perché se Crecchi non demorde e si schiera al fianco degli abitanti, la consapevolezza è quella di combattere una sorta di battaglia donchisciottesca, dove nonostante i ripetuti richiami, «la tempistica dell'azienda nell'informare sulle prossime mosse stabilite - spiega - fa acqua da tutte le parti». Al malumore della decisione fa eco insomma l'insoddisfazione sulle modalità di comunicazione. Per questo il sindaco muove l'unica pedina rimasta e lancia un sos anche al prefetto. Invia una lettera alla direttrice della filiale di Pisa di Poste e per conoscenza al prefetto con la quale fa notare «che l'annuncio di un ulteriore contrazione dell'orario dell'ufficio di Fabbrica - si legge - è pervenuta per fax esattamente il giorno prima dell'attuazione concreta». Crecchi non coglie il senso della comunicazione che anzi trova «irrispettosa e totalmente priva di disponibilità». «Cosa giustifica - si domanda basito il sindaco - la diminuzione del servizio? Vorrei avere la possibilità - aggiunge - di visionare i volumi di traffico in base ai quali vengono prese tali decisioni». Ma questa richiesta non sembra trovare risposta. La situazione è irritante per Crecchi che esasperato aveva già chiesto un incontro con i funzionari di Poste. «Da mesi lamentiamo ritardi nella consegna della posta e sono state raccolte anche centinaia di firme di protesta», dice. «Non è possibile andare avanti così, per questo sto insistendo: è ora che ciascuno si prenda le proprie responsabilità. Ma esprimo la mia avversione per questa situazione, fotocopia di quella di un anno fa, e invito a riconsiderare ogni scelta in tal senso».

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